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29/08/12

[Free comics for punx]
LE DUE FACCE DEL COMUNISMO! (Christian Anti-Communism Crusade, U.s.a. 1961)
[Puj] Aggiungiamo un nuovo capitolo alla nostra personale storia popolare della Guerra Fredda con questo reperto risalente al 1961, Le due facce del comunismo, un fumetto stampato dalla C.A.C.C., la Christian Anti-Communism Crusade, un'associazione religiosa e patriottica americana con sede a Huston, Texas. Curò, tra gli anni '50 e '60 una manciata di pubblicazioni per ragazzi tipo Il cuore, la mente, l'anima del comunismo, Le tre facce della rivoluzione e Comunismo - una malattia. Dietro alla roboante sigla della crociata cristiana anti-comunista si celava principalmente il Dott. Fred Schwartz, medico e fervente cristiano di origini australiane che dedicò la vita alla causa anti-comunista, firmando decine di pamphlet uno più paranoico dell'altro. Il suo maggiore successo, You Can Trust the Communists (to be Communists) del 1961, inquisitorio capolavoro di mistificazione storica e sociale, é stato tradotto anche in italiano e diffuso nel 1977 con il titolo di Possiamo fidarci dei Comunisti? (un quesito riportato in auge nel nostro paese negli anni '70 dal compromesso storico).
Come tanti documenti di questo tipo, apparentemente Le due facce del comunismo intende scongiurare l'avvento di un regime comunista di stampo sovietico negli Stati Uniti. Un'eventualità probabile quanto un'invasione di marziani! Si capisce quindi che l'autentica finalità di documenti propagandistici come questo doveva essere un'altra; una finalità che aveva a che fare con la battaglia che l'establishment americano combatteva sul  "fronte interno" della Guerra Fredda, ovvero contro i sindacati dei lavoratori e gli attivisti di sinistra operanti in patria. I fumetti anti-comunisti americani degli anni '50 e '60, nel loro piccolo, fanno parte di una strategia diffusa, mirata a preservare il potere dei grandi capitalisti statunitensi contro le rivendicazioni dei sindacati e delle minoranze (i neri, ad esempio), accomunandole tendenziosamente sotto l'etichetta "comunista". Era una clamorosa mistificazione: i lavoratori delle fabbriche e i neri lottavano per condizioni di vita migliori, non per l'avvento del socialismo reale!

"Il mondo avrebbe potuto vedere da sé il miracolo del comunismo all'opera..."

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Dipingere i comunisti russi come criminali efferati e sanguinari, e il comunismo come un sistema criminoso, era funzionale a screditare l'intero universo della sinistra americana, costituito da innumerevoli associazioni, gruppi politici e sindacali che durante gli anni '40 si erano diffusi ed erano cresciuti. Soprattutto i sindacati dei lavoratori di alcuni settori chiave dell'economia americana erano visti come un grosso problema: tra la fine degli anni' 30 e per tutti i '40 avevano ottenuto significative vittorie. Al mondo dell'imprenditoria americana, tutt'uno con il mondo dell'amministrazione che contava, questo non andava giù.
Durante il periodo bellico e l'immediato dopoguerra la crociata anticomunista aveva effettivamente combattuto il Partito Comunista americano e la parte più a sinistra dei sindcati, ma negli anni '50 e in maniera ancora maggiore nei '60, non era più così: a quell'epoca l'anticomunismo era più che altro funzionale a conservare una certa immagine dell'american way of life, fondata sull'idea di una società in cui sono i ricchi a comandare, contro tutte quelle concezioni sociali e ideologiche che miravano all'inverso: dare il potere alle masse. Per questo, all'inizio degli anni '60, la classe dirigente americana decise di intervenire in Viet-Nam: per scongiurare l'eventualità che qualche poveraccio, in qualche altra parte del mondo, potesse svegliarsi e prendersela con i propri ricchi dittatori (conniventi, tra l'altro, con il governo americano). Accettando che il comunismo proliferasse e conquistasse posizioni all'esterno, la crociata anti-comunista interna avrebbe conosciuto un pericoloso contraccolpo. Senza considerare il fatto che con i regimi comunisti e i paesi del socialismo reale... non si potevano fare affari!

"Non é ancora troppo tardi... se possiamo svegliare i disinformati così che non siano tratti in inganno dalle vuote promesse dei comunisti...".


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Two faces of communism contiene due aspetti esattamente in linea con gli scopi solo apparentemente anti-sovietici sopra descritti: 1) pone l'accento sul fatto che i comunisti per ottenere il potere utilizzino infiltrati in diversi settori della società, avvallando l'idea che ogni sindacalista o simpatizzante della sinistra sia in realtà un agente o una spia sovietica, discreditando così i sindacati e l'intero movimento per i diritti civili; pertanto si caldeggia tra i cittadini la pratica della delazione per segnalare alle autorità eventuali spie comuniste; e vale l'equazione: se parla da comunista, se fa cose da comunista, se ha l'aspetto del comunista... è un comunista! 2) spiega che i comunisti cercheranno di accrescere il proprio potere attraverso scioperi e disordini di piazza, lasciando intendere che cortei, manifestazioni e picchetti di lavoratori, studenti e quant'altro siano in realtà tasselli di una congiura sovietica. 

"I comunisti sono molto pazienti, credono che la storia sia dalla loro parte... continueranno ad infiltrarsi nel governo, nelle scuole, nelle fabbriche ed anche in qualche chiesa..."




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Protagonista della storia è una famiglia americana benestante, molto yankee, ovviamente bianca e praticante. E' l'immagine di una classe dirigente conservatrice, dai solidi valori religiosi (almeno a parole), patriottica, classista, patriarcale e spaventosamente felice: per molti cittadini degli Stati Uniti, l'unica, autentica espressione dell'identità americana, di quell'american way of life di cui abbiamo parlato prima. Il padre ammonisce i figli che sottovalutano i comunisti: lui stesso, al college, per un breve periodo simpatizzò per un professore comunista, che ovviamente era un agente dei russi con il compito di diffondere le idee socialiste tra gli studenti. La fede cristiana - racconta - gli aprì gli occhi e decise di denunciare il professore, che fu prelevato dall'FBI e "deported as an undesirable alien"! "Possiamo solo immaginare che fine abbia fatto..." afferma a conclusione del racconto. Segue una terribile requisitoria contro le atrocità sovietiche e i piani di conquista del mondo messi in atto dai rossi; il padre usa ogni truce argomento per mettere in guardia la famiglia contro le minacce bolsceviche, tanto che sua figlia alla fine esclama: "Sì papà, sono così contenta di essere stata a casa invece di andare al cinema! Posso dire in tutta onestà che questo si è rivelato il giorno più importante della mia vita!"

"Se riconosciamo la nostra responsabilità di americani, le nostre famiglie, le nostre case e il nostro paese saranno protetti da Dio! Quale più grande benedizione possiamo chiedere?"

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A muovere il racconto è l'episodio nel quale Krusciov si tolse la scarpa e la battè sul banco durante l'assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1960. Un episodio folkloristico che qui però assurge a simbolo dell'autoritarismo e della pericolosità dei russi, nonché a segnale di una nuova fase di recrudescenza nella tensione tra le due superpotenze.

Iconografia biblica: la bestia comunista... si rivela!
Il tema del carattere infido e sleale dei russi era particolarmente in voga tra gli anticomunisti di quegli anni,  proprio allorché Krusciov si era impegnato in una politica di distensione nei confronti degli americani ed aveva condannato pubblicamente i crimini di Stalin. La cosiddetta distensione aveva posto le basi per una futura pacifica convivenza tra le superpotenze: un fatto che inevitabilmente toglieva spinta alla campagna anti-comunista americana e non piaceva ai suoi fautori, i quali cercavano di mettere in guardia l'opinione pubblica: "Attenti, i russi stanno bleffando! Chiedono la pace, ma fanno il doppio gioco!".
Duplicità (presunta) dei comunisti, a cui fa eco la duplicità (molto più concreta) degli yankee: lo scopo ultimo dell'anti-comunismo americano (il suo vero volto!) non era quello di difendere l'America da un invasione dei russi e dalla guerra nucleare, ma di difendere l'establishment americano (e la sua libertà di fare profitto e di dettare le regole) dalle rivendicazioni di tutte quelle parti sociali che ne minavano i privilegi. Un'esigenza che oggi, in un contesto socio-politico ben diverso da quello della Guerra Fredda, non è certo passata di moda in nessuna parte del mondo!


Krusciov agita la scarpa e sbraita: "Noi vi seppelliremo!". In realtà, non  pronunciò mai quella frase, e pare che l'episodio non sia mai stato trasmesso in televisione...

29/08/11

[Free books for punx]
Jacques Bergier - La Cospirazione Pugwash (articolo, 1967)
[Puj] In questi giorni il vero incubo della borghesia occidentale è quello della recessione: la catastrofe si declina nel tracollo dell'illusione capitalista di un benessere infinito. Ma questa, cari feticisti dell'apocalisse, è una catastrofe alla moda! Noi continuiamo ad appassionarci alle ben più avvincenti paranoie vintage. Dissotteriamo quindi questo articolo pubblicato nel 1967 sulla rivista francese Planéte: l'isteria nucleare era al suo apice, così come la tensione tra le superpotenze USA-URSS. Il mondo era sull'orlo di una guerra senza ritorno? Certo che sì, annuivano i futurologi più ottimisti. Gli scienziati, per contribuire da par loro all'isterismo collettivo, si cimentavano in avventurosi calcoli su quali potessero essere gli effetti di una bomba atomica di 10 megatoni sganciata sul centro di una grande città, ad esempio Londra: "L'esplosione a due chilomteri sopra Trafalgar Square, annienterebbe Londra. Il centro della città sarebbe ridotto in polvere. Al di sotto si alzerebbe una colonna di fuoco alta due chilometri, larga quaranta. Un uragano si scatenerebbe tutt'intorno. I depositi e le condutture di gas, le stazioni di benzina esploderebbero. L'aria dei rifugi sarebbe verrebbe aspirata e sostituita da ossido di carbonio, mortalmente tossico. In un raggio di ottanta chilometri tutti resterebbero accecati. Un ordigno megatonico devasta approssimativamente 20.000 chilomteri quadrati. Ne occorrerebbero dunque ottocento o mille per distruggere l'Unione Sovietica". La domanda che si ponevano gli scienziati coinvolti, all'epoca della Guerra Fredda, nelle ricerche sull'atomo era: "La scienza sta diventando una minaccia per l'umanità?". Per uscire a testa alta da questo imbarazzante quesito due illustri scienziati degli anni '50 Albert Einstein e Bertrand Russel sottoscrissero un manifesto rivolto ai colleghi: "Ricordatevi della vostra umanità e dimenticate il resto. Se riuscite a farlo, la via di un nuovo paradiso é aperta, se no è la morte universale".
Queste parole furono all'origine di un movimento noto con il nome di Pugwash (dal nome della località nella quale si svolse il primo incontro ufficiale) animato da scienziati promotori del disarmo totale delle nazioni. Questo più o meno quello di cui si parla in questo breve ma roboante articolo, che trasuda paranoia ad ogni virgola. Un must per voi appasionati del catastrofismo old school.

>>> Download "La cospirazione Pugwash" in .pdf [ITA] (3,40 mb.)


[Le operose bidelle del Museo Atomico di Sarov (Russia) intente a tirare a lucido un modello della Bomba Zar, la più potente arma nucleare mai sperimentata: oltre 4000 volte più distruttiva della bomba di Hiroshima, fu sganciata dai sovietici nel 1961 sull'isola di Novaja Zemlja, nell'estremo nord russo...]

15/08/11

[Free books for punx]
AA.VV. - La via di Armageddon: documenti dell’età nucleare (Ed. L’Unità 1985)
[Puj] Questo libretto paranoico che ho rinvenuto trai fondi di magazzino di una libreria é un vero must per tutti gli appassionati di letteratura catastrofica. Una piacevole lettura da spiaggia per voi esteti della distruzione...
Stampato nel 1985, "La via di Armageddon" (titolo altisonante) raccoglie una trentina di testi nei quali esperti e studiosi di varia estrazione ipotizzano gli effetti di un eventuale conflitto atomico tra le due superpotenze di allora, USA e URSS.
Ogni epoca ha le sue catastrofi, e questo tipo di futurologia apocalittica era particolarmente diffuso ai tempi della Guerra Fredda, soprattutto nei periodi di recrudescenza del conflitto (come ad esempio gli anni ’80). Oggi suonerà un po’ strano, ma all’epoca, ogni sorta di sedicente studioso trovava perfettamente normale cimentarsi, con serietà (fanta)scientifica, in siffatte previsioni.
Ce n’è per scrivere i testi di due, tre album crust: in “La misura della distruzione” si riassumono gli effetti del primo (e ultimo?) utilizzo bellico della bomba atomica, a Nagasaki e Hiroshima, mentre in “Farsi una bomba” si riflette sulla possibilità che comuni cittadini si dedichino alla costruzione di ordigni nucleari artigianali, riprendendo la tesi di uno scienziato americano, noto per aver pubblicato alcuni libri che spiegano come costruirsi una bomba A fatta in casa. In ”Obiettivo URSS” si parla del Joint Outline War Plan, un programma di attacco nucleare contro la Russia sovietica emerso dagli archivi top secret del Pentagono e che gli Stati Uniti furono in procinto di attuare tra il ’48 e il ’49 durante la cosiddetta Crisi di Berlino; attenzione, i piani per una guerra atomica non sono mere congetture, esistono realmente e “oggigiorno uccidere 100 milioni di cittadini sovietici non è una impresa difficile”, conclude l’autore. Si passa poi a “La spirale del pericolo” che ci introduce al tema della corsa agli armamenti: "A partire dal 1945 uno sconsiderato quanto costante investimento nella distruttività a buon mercato della guerra nucleare ha trasformato l’ordine di grandezza del potenziale disastro”. In “Guerre limitate?” si constata amaramente che “una guerra nucleare sarebbe incontrollabile in termini pratici ben poco dopo il lancio delle prime bombe”. E come si comporteranno i paesi in guerra? “L’orrore potrebbe forzarli ad indietreggiare, oppure l’odio ingenerare una rapida escalation…”.
L’articolo più interessante è indubbiamente “L’inverno nucleare” che analizza scientificamente gli effetti che il lancio massiccio di bombe atomiche potrebbe avere sul clima e sull’ambiente terrestre. La conclusione non è confortante: “In quasi tutti i casi realistici che comportano scambi nucleari tra le superpotenze, sono probabili modificazioni ambientali sufficienti a provocare un evento d’estinzione uguale o maggiore a quello che sul finire del Cretaceo portò all’estinzione dei dinosauri. Nel caso di un evento del genere non è possibile escludere l’estinzione dell’homo sapiens”. Cazzo!
L’ultimo contributo è il più assurdo e si intitola: “Probabili effetti delle esplosioni nucleari su alcune città italiane”: un gelido elenco di dati relativi al numero delle vittime potenziali e agli effetti funesti nei dintorni, città per città. Non temere, c'é anche la tua...

>>> Download “La via di Armageddon” (articoli scelti!) in .pdf [ITA] (18 megatoni)

Vecchio sito di assemblaggio di missili nucleari in URSS, nei pressi di Nizhny Novgorod...

19/08/09

[Cold-war era files - part 4]
THE A-DAY! (fumetto - U.s.a. 1950)
[Puj] Ancora Guerra Fredda in questa torrida estate! Scartabellando tra gli incredibili reperti a fumetti degli anni '50, ho trovato il primo numero della rivista Amazing Adventures risalente al 1950. L'albo raccoglie buffe storie a sfondo fantascientifico (davvero folli, ma non memorabili). Un genere che spopolava in quegli anni. Sfogliandolo, però, mi sono imbattuto in un incredibile, rarissimo racconto di fantascienza pacifista a sfondo apocalittico! Wow! Sentite qui: Bob, un funzionario delle Nazioni Unite e la sua amica archeologa, Lizbeth, sono i prescelti per salvare il mondo dalla guerra nucleare. Prescelti dai mitici abitanti di Atlantide, un tempo prosperosa civilità che abitava la terra ferma, oggi popolo subacqueo che vive nei recessi degli abissi.
Atlantide fu costretta a sprofondare nell'oceano per le conseguenze di una guerra nucleare con la rivale civiltà di Mu. Atlantide e Mu furono spazzate vie dalle bombe atomiche; solo un gruppo di superstiti atlantidei poté ricostruire la civiltà negli abissi, al sicuro dalle scorie nucleari. Grazie all'energia atomica, da quel momento utilizzata a scopi civili, prosperarono: la utilizzarono per ripulire l'aria dai germi (?) così da debellare ogni tipo di malattia (?), per coltivare frutta e verdura meravigliosa e nutriente (?) senza insetticidi e concimi... fino a permettersi di lavorare soltanto cinque ore alla settimana, dato che
con l'energia atomica tutto funzionava alla grandissima!
Dopo secoli di isolamento, gli Atlantidei, captano radioattività proveniente dalla superficie: sono gli americani che hanno sganciato la bomba su Hiroshima! Scoprono quindi che esiste una nuova civiltà sulla terraferma e che è in possesso della tecnologia nucleare che tanti danni provocò al loro popolo.
Così, Kan Dal, inviato speciale di Atlantide, regala ai terrestri i segreti dell'utilizzo dell'energia nucleare a scopo benevolo così che, se la Terra vivrà florida e felice come Atlantide, non ci sarà più bisogno di scatenare guerre e tutti avranno ciò che vorranno. Sul più bello, però, i Russi sganciano, infrangendo i sogni di pace dei due americani e del generoso atlantideo con i baffetti da sparviero. Tutto si chiude con Bob che, dal citofono di Atlantide, chiama Stalin chiedendo di piantarla di bombardare la terra con le sue cazzo di bombe atomiche. Come andrà a finire?
Beh, la storia è davvero cheap, di serie Z, ma originale e soprattutto molto lontana dalla misera propaganda maccartista e guerrafondaia delle tavole di Atomic War; è animata da un afflato pacifista, benché non estranea al tradizionale anti-comunismo dell'epoca (sono sempre i russi a rovinare tutto).
L'aspetto più strambo è l'ottimismo smisurato che traspare nei confronti dell'energia nucleare: dopo la seconda guerra mondiale in effetti, gli Stati Uniti avviarono progetti di ricerca nel settore nucleare per la produzione di energia, che incontrarono l'entusiasmo dell'opinione pubblica. Nel 1953 il Presidente Eisenhower pronuncerà un celebre discorso in merito all'utilizzo dell'energia nucleare a scopi civili, nel quale afferma: "Non è sufficiente togliere l'arma atomica dalle mani dei miltari, va messa nelle mani di coloro che sanno adattarla alle arti della pace". In quegli anni l'ottimismo sfrenato nei confronti dell'energia atomica toccherà il vertice massimo, tanto che Lewis Strauss, presidente della Atomic Energy Commission statunitense, in un convegno scinetifico del 1954, sosterrà: "Non è troppo aspettarsi che i nostri figli usufruiranno nelle loro case di energia elettrica troppo economica per poter essere misurata!".
L'ottimismo andò scemando negli anni successivi, quando i problemi tecnici, le prime avarie, la dismissione delle scorie radioattive crearono un certo imbarazzo. Poi arrivarono i primi disastrosi incidenti nelle centrali nucleari (Windscale, Inghilterra, nel 1957 e Kyshtym, Russia, nello stesso anno) e le catastrofi di Three Mile Island (U.s.a. 1979) e di Chernobyl (Russia 1986).
Che dire? Forse gli umani non sono bravi a sfruttare l'energia atomica come lo sono gli Atlantidei. O forse l'energia atomica è una merda. Comunque sia, sappiate che, per quanto mi riguarda, l'idea di lavorare cinque ore alla settimana come gli Atlantidei, giustificherebbe la costruzione di qualsiasi reattore nucleare nella mia città, anche il più scassato, ed anche nel mio cortile di casa...
Qui sotto, The A-Day! in .pdf in doppia versione: inglese e tradotta in italiano (da me)! Buona lettura...

>>> Download "The A-Day!" comics in .pdf (6 pagg.) [ITA] + [ENG] (.rar - 9 mb.)

17/08/09

[We talk about...]
COLD WAR!
[Puj] Tutti noi eravamo bambini negli anni '80... La cosa che mi piaceva di più in assoluto degli anni '80 era la Guerra Fredda. Ero affascinato da film come War Games, The Day After, Rocky IV o qualsiasi altra stronzata dove di mezzo ci fosse la cortina di ferro e il kgb. Poi è caduto il muro di Berlino e anche la guerra fredda è passata di moda.
Benché la tensione tra est e ovest avesse conosciuto negli anni '80 (durante la presidenza di quella faccia di suola di Ronald Reagan) una fase di recrudescenza ultima, l'epoca d'oro della guerra fredda va collocata tra l'immediato dopo guerra e gli anni '60, periodo nel quale la paranoia nucleare e la propaganda anti-comunista toccarono vertici estremi.
Ho raccolto alcuni reperti della cultura popolare di quegli anni, fumetti e pubblicazioni varie, specchio della nevrosi anti-sovietica
che ossessionava la società statunitense dei '50. Se pensiamo alle società di ogni luogo ed epoca come il risultato di flussi trasversali d'immaginario che solcano la mente collettiva determinandone aspettative, tensioni e speranze, il ruolo del Potere in questo contesto risulta quello di manipolare i flussi, di cavalcare le onde; per dirla à la Foucault, il potere stesso trae origine proprio dall'emissione e della modulazione dei flussi d'immaginario proiettati sullo schermo della mente collettiva. In tal senso, la propaganda anti-sovietica statunitense degli anni '50 giocava alla grande con le nevrosi post-belliche e le patologie dell'immaginario collettivo americano; in quanto a propaganda e mistificazione, gli U.s.a. non erano di certo secondi ai sovietici!
Oggi molte espressioni popolari di quell'epoca (di cui qui sotto trovate alcuni esempi) non solo fanno ridere, ma fanno anche riflettere su quanto, anche oggi, i media più popolari come fumetto, cinema e televisione si servano ampiamente di paure collettive o tensioni sociali per cavalcare idee la cui diffusione fa spesso comodo ad una élite o ad uno specifico progetto politico...

[Cold-war era files - part 1]
IF THE BOMB FALLS (audiolibro - U.s.a. 1958)
[Puj] A qualche anno dalla tragedia di Hiroshima e Nagasaki, esce negli U.s.a. questo buffo audiolibro che spiega alla popolazione come comportarsi in presenza di un bombardamento atomico. Gli americani erano letteralmente ossessionati dalla bomba atomica e dall'eventulità di un conflitto nucleare. Loro, che sono stati gli unici nella storia dell'umanità ad un utilizzare in guerra la bomba atomica!
If the bomb falls è corredato da un libretto illustrato che dà indicazioni su come ovviare ad uno sgradevole fenomeno legato all'esplosione nucleare: il fall-out, ovvero la ricaduta del materiale radioattivo prodotto dall'esplosione sotto forma di cenere e pulviscolo; una nevicata di scorie che può durare un periodo variabile tra le 6 e le 36 ore.
A partire dal terrorismo sul fall-out si scatenò la moda del rifugio anti-atomico in giardino, che tante famiglie americane si fecero costruire, proprio come If the bomb falls consiglia. Nel 1961 il Presidente Kennedy lancerà il Community Fallout Shelter Program per sensibilizzare la popolazione in merito all'importanza del rifugio anti-atomico. L'11 settembre e la propaganda sulle armi biologiche di distruzione di massa hanno ridato vita alla moda dei rifugi, tanto che negli Stati Uniti la vendita di rifugi prefabbricati da giardino ha avuto un boom (è proprio il termine giusto!) negli ultimi anni, con grande gioia delle case costruttrici di queste attrezzature da campeggio post-atomico. Un business sottovalutato dalle nostre parti...

Comunque sia, in caso di effettivo conflitto nucleare vi sconsiglio di seguire le istruzioni di If the bomb falls (che potete scaricre da qua sotto, audiolibro e opuscolo compreso) perché sono del tutto demenziali, e soprattutto perché, quando esploderà la bomba... moriremo tutti!

>>> Download "If the bomb falls" LP in mp3 + book (.rar - 39 mb.)
[Cold-war era files - part 2]
ATOMIC WAR n.1 (fumetto - U.s.a. 1952)
[Puj] I fumetti americani degli anni '50 sono imbattibili per stramberia: una riserva inesauribile di folle divertimento, storie sconclusionate e paranoie assortite! Questo "Atomic War" (di cui, che io sappia, sono usciti tre numeri tra il '52 e il '53), non fa eccezione, anzi è davvero assurdo. Rischierebbe di confondersi in mezzo alle innumerevoli testate bellico-avventurose del periodo, se non fosse per una peculiare caratteristica: racconta solo vicende legate ad un prossimo, imminente conflitto atomico.
Le tre storie raccontate nel primo numero hanno una struttura molto simile: mentre l'occidente è tutto proteso nel tentativo di garantire un futuro pacifico all'umanità, i russi imbrogliano tutti e sganciano a sorpresa le bombe nucleari sulle città degli Stati Uniti, scatenando la gioiosa ed eroica controffensiva americana, che ben presto spazzerà via il comunismo dal pianeta Terra. I russi , naturalmente vengono sempre dipinti come individui moralmente (ed esteticamente) meschini. Alla fine del primo episodio una didascalia si rivolge al lettore, suggerendogli di andare a riuguardare le vignette che raffigurano le città americane ridotte in rovine e a pensare che, oggi più che mai, solo "un'america forte può scongiurare tutto questo!". Un richiamo patriottico che va compreso alla luce della diffusissima paura rossa: l'ossessione che negli U.s.a. si nascondessero migliaia di comunisti o simpatizzanti sovietici pronti a macchinare e congiurare per sovvertire il governo democratico.
Le storie di Atomic War, per quanto sbilenche, dipingono scenari che le nazioni della terra si sono trovate più volte ad ipotizzare nel corso della guerra fredda, benché un attacco con armi nucleari da parte di uno o dell'altro schieramento avrebbe di fatto decretato la totale distruzione di entrambi, ingenerando una apocalisse atomica; su tale ipotesi si basava la teoria della Distruzione Mutua Assicurata (MAD) che si diffuse in questi anni negli ambienti politici e militari; teoria che, nella sostanza, si occupò di dimostrare l'assurdità di un attacco con armi atomiche nei confronti di un nemico dotato delle medesime armi, con benefiche conseguenze per le strategie militari delle parti in causa. Questo non impedì comunque ad U.s.a. e U.r.s.s. di lanciarsi, a scopo di deterrente, in una folle corsa agli armamenti che mantenne per decenni il mondo entro un sano e simpatico equilibrio del terrore. D'altronde "...solo un'america forte può prevenire una... guerra atomica!".

>>> Download Atomic War n.1 in .jpg (.rar - 34 mb.)

[Cold-war era files - part 3]
IS THIS TOMORROW? AMERICA UNDER COMMUNISM (fumetto - U.s.a. 1947)
[Puj] Quest'ultimo reperto è sicuramente il più noto documento propagandistico risalente agli albori della guerra fredda (lo si trova anche in qualche libro di storia), ma anche il più genuinamente assurdo: un opuscolo a fumetti pubblicato nel '47 da un'associazione cristiano-evangelica americana (la Catechetical guild education society) per mettere in guardia la popolazione degli Stati Uniti sulla possibilità di una deriva comunista della nazione. Si intitola "Questo è il domani? L'America sotto il comunismo" e ipotizza, in ogni dettaglio (è una palla lunga ben 48 pagine), l'ascesa del comunismo in America, enumerandone le catastrofiche, drammatiche conseguenze per i cittadini e per il consorzio civile tutto. Naturalmente, la narrazione non lesina su nessuno dei luoghi comuni più o meno fondati sulla Russia di Stalin, dipingendo i comunisti come diabolici cospiratori, assassini sanguinari che non si fanno scrupoli a gettare la popolazione nella fame più nera per attuare i diabolici programmi di sovietizzazione della nazione.
Pubblicato nel '47, "Is this tomorrow?" anticipa un decennio in cui la cosiddetta red scare (paura rossa) toccò picchi estremi, grazie ad una incredibile politica inquisitoria messa in atto da alcuni rappresentanti del governo americano, tra i quali spiccò il senatore Joseph McCarthy (un'epoca che, dal nome del suo protagonista, passò alla storia come "maccartismo"). Tuttavia, McCarthy fu solo il più feroce degli inquisitori che nei primi anni '50 additarono politici, giornalisti, uomini di spettacolo (e chiunque altro capitasse a tiro) di simpatie sovietiche, ingenerando un paradossale clima da caccia alle streghe.
Tornando a Is this tomorrow?, riporto alcuni stralci assolutamente esilaranti della prefazione: "Is This Tomorrow è pubblicato con uno scopo: FARTI PENSARE. Per farti stare ancora più allerta contro la minaccia del comunismo. Oggi, approssimativamente 85.000 membri del partito comunista vivono in America. Questa gente lavora segretamente giorno e notte per sovvertire il TUO GOVERNO! L'Americano medio è pronto a dire: "No, non può accadere qui". Milioni di persone nelle altre nazioni erano soliti affermare la stessa cosa. Oggi, queste persone sono morte o vivono sotto la schiavitù del comunismo. CIO' NON DEVE ACCADERE QUI!".
L'albo si chiude con il decalogo dell'anti-comunista: "Combatti il comunismo con i Dieci Comandamenti della Cittadinanza!". Se volete sapere quali sono, scaricatevi Is This Tomorrow da qua sotto, in versione integrale!...

>>> Download IS THIS TOMORROW? in .jpg (.rar - 61 mb.)