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19/07/13

[Free comics for punx]
TIME'S UP! Retrospettiva su Critical Mass a New York (USA 2007) 
[Puj] Critical Mass nasce nel 1992 a San Francisco, California. E' una forma di azione diretta volta a sensibilizzare le persone che vivono in città sull'insostenibilità di uno stile di vita basato sull'utilizzo dell'automobile e sull'esistenza di mezzi di trasporto non inquinanti. L'idea alla base è semplice: un gruppo di ciclisti si incontra e si muove compatto per le vie della città. La circolazione ciclistica è del tutto legittima sulle strade urbane, ma quando i ciclisti non sono soltanto uno o due, ma decine o centinaia allora formano una "massa critica"; una massa tale da rendere difficoltosa la circolazione automobilistica e rallentare il traffico anche su strade a largo scorrimento. Critical Mass è una "coincidenza organizzata", non ha capi o organizzatori, non ha leader nè un percorso definito in partenza. Critical Mass non blocca il traffico, ma è essa stessa traffico, come lo sono le auto che infestano le vie del centro nelle ore di punta, causando ingorghi, code e smog. 
Il racconto illustrato che trovate qua sotto è tratto da una fanzine che abbiamo acquistato quache anno fa in una bellissima libreria radicale di New York (Bluestockings, al 172 di Allen Street, per chi capita da quelle parti!). Ricostruisce in poche tavole la storia di Times Up!, un collettivo di attivisti che dal 1996 è la mente dietro alla Critical Mass newyorkese. L'abbiamo trovato simpatico e pieno di spunti interessanti, per questo abbiamo deciso di tradurlo, diffonderlo e riproporlo oggi sul nostro blog. Abbiamo partecipato per la prima volta ad una Critical Mass nella nostra città, Milano, quasi dodici anni fa. Fu come riscoprire un gusto che non assaporavamo più da molto tempo. Da allora tutti noi abbiamo iniziato ad utilizzare frequentemente la bicicletta. Prima di allora la consideravamo un mezzo di trasporto tendenzialmente troppo pericoloso per girare in una città come Milano, dove pedoni e ciclisti sono visti come ostacoli alla paranoica, nevrotica circolazione automobilistica. Oggi, se si vedono molte più biciclette nella nostra città il merito è forse anche di Critical Mass! Buona lettura...

29/08/12

[Free comics for punx]
LE DUE FACCE DEL COMUNISMO! (Christian Anti-Communism Crusade, U.s.a. 1961)
[Puj] Aggiungiamo un nuovo capitolo alla nostra personale storia popolare della Guerra Fredda con questo reperto risalente al 1961, Le due facce del comunismo, un fumetto stampato dalla C.A.C.C., la Christian Anti-Communism Crusade, un'associazione religiosa e patriottica americana con sede a Huston, Texas. Curò, tra gli anni '50 e '60 una manciata di pubblicazioni per ragazzi tipo Il cuore, la mente, l'anima del comunismo, Le tre facce della rivoluzione e Comunismo - una malattia. Dietro alla roboante sigla della crociata cristiana anti-comunista si celava principalmente il Dott. Fred Schwartz, medico e fervente cristiano di origini australiane che dedicò la vita alla causa anti-comunista, firmando decine di pamphlet uno più paranoico dell'altro. Il suo maggiore successo, You Can Trust the Communists (to be Communists) del 1961, inquisitorio capolavoro di mistificazione storica e sociale, é stato tradotto anche in italiano e diffuso nel 1977 con il titolo di Possiamo fidarci dei Comunisti? (un quesito riportato in auge nel nostro paese negli anni '70 dal compromesso storico).
Come tanti documenti di questo tipo, apparentemente Le due facce del comunismo intende scongiurare l'avvento di un regime comunista di stampo sovietico negli Stati Uniti. Un'eventualità probabile quanto un'invasione di marziani! Si capisce quindi che l'autentica finalità di documenti propagandistici come questo doveva essere un'altra; una finalità che aveva a che fare con la battaglia che l'establishment americano combatteva sul  "fronte interno" della Guerra Fredda, ovvero contro i sindacati dei lavoratori e gli attivisti di sinistra operanti in patria. I fumetti anti-comunisti americani degli anni '50 e '60, nel loro piccolo, fanno parte di una strategia diffusa, mirata a preservare il potere dei grandi capitalisti statunitensi contro le rivendicazioni dei sindacati e delle minoranze (i neri, ad esempio), accomunandole tendenziosamente sotto l'etichetta "comunista". Era una clamorosa mistificazione: i lavoratori delle fabbriche e i neri lottavano per condizioni di vita migliori, non per l'avvento del socialismo reale!

"Il mondo avrebbe potuto vedere da sé il miracolo del comunismo all'opera..."

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Dipingere i comunisti russi come criminali efferati e sanguinari, e il comunismo come un sistema criminoso, era funzionale a screditare l'intero universo della sinistra americana, costituito da innumerevoli associazioni, gruppi politici e sindacali che durante gli anni '40 si erano diffusi ed erano cresciuti. Soprattutto i sindacati dei lavoratori di alcuni settori chiave dell'economia americana erano visti come un grosso problema: tra la fine degli anni' 30 e per tutti i '40 avevano ottenuto significative vittorie. Al mondo dell'imprenditoria americana, tutt'uno con il mondo dell'amministrazione che contava, questo non andava giù.
Durante il periodo bellico e l'immediato dopoguerra la crociata anticomunista aveva effettivamente combattuto il Partito Comunista americano e la parte più a sinistra dei sindcati, ma negli anni '50 e in maniera ancora maggiore nei '60, non era più così: a quell'epoca l'anticomunismo era più che altro funzionale a conservare una certa immagine dell'american way of life, fondata sull'idea di una società in cui sono i ricchi a comandare, contro tutte quelle concezioni sociali e ideologiche che miravano all'inverso: dare il potere alle masse. Per questo, all'inizio degli anni '60, la classe dirigente americana decise di intervenire in Viet-Nam: per scongiurare l'eventualità che qualche poveraccio, in qualche altra parte del mondo, potesse svegliarsi e prendersela con i propri ricchi dittatori (conniventi, tra l'altro, con il governo americano). Accettando che il comunismo proliferasse e conquistasse posizioni all'esterno, la crociata anti-comunista interna avrebbe conosciuto un pericoloso contraccolpo. Senza considerare il fatto che con i regimi comunisti e i paesi del socialismo reale... non si potevano fare affari!

"Non é ancora troppo tardi... se possiamo svegliare i disinformati così che non siano tratti in inganno dalle vuote promesse dei comunisti...".


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Two faces of communism contiene due aspetti esattamente in linea con gli scopi solo apparentemente anti-sovietici sopra descritti: 1) pone l'accento sul fatto che i comunisti per ottenere il potere utilizzino infiltrati in diversi settori della società, avvallando l'idea che ogni sindacalista o simpatizzante della sinistra sia in realtà un agente o una spia sovietica, discreditando così i sindacati e l'intero movimento per i diritti civili; pertanto si caldeggia tra i cittadini la pratica della delazione per segnalare alle autorità eventuali spie comuniste; e vale l'equazione: se parla da comunista, se fa cose da comunista, se ha l'aspetto del comunista... è un comunista! 2) spiega che i comunisti cercheranno di accrescere il proprio potere attraverso scioperi e disordini di piazza, lasciando intendere che cortei, manifestazioni e picchetti di lavoratori, studenti e quant'altro siano in realtà tasselli di una congiura sovietica. 

"I comunisti sono molto pazienti, credono che la storia sia dalla loro parte... continueranno ad infiltrarsi nel governo, nelle scuole, nelle fabbriche ed anche in qualche chiesa..."




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Protagonista della storia è una famiglia americana benestante, molto yankee, ovviamente bianca e praticante. E' l'immagine di una classe dirigente conservatrice, dai solidi valori religiosi (almeno a parole), patriottica, classista, patriarcale e spaventosamente felice: per molti cittadini degli Stati Uniti, l'unica, autentica espressione dell'identità americana, di quell'american way of life di cui abbiamo parlato prima. Il padre ammonisce i figli che sottovalutano i comunisti: lui stesso, al college, per un breve periodo simpatizzò per un professore comunista, che ovviamente era un agente dei russi con il compito di diffondere le idee socialiste tra gli studenti. La fede cristiana - racconta - gli aprì gli occhi e decise di denunciare il professore, che fu prelevato dall'FBI e "deported as an undesirable alien"! "Possiamo solo immaginare che fine abbia fatto..." afferma a conclusione del racconto. Segue una terribile requisitoria contro le atrocità sovietiche e i piani di conquista del mondo messi in atto dai rossi; il padre usa ogni truce argomento per mettere in guardia la famiglia contro le minacce bolsceviche, tanto che sua figlia alla fine esclama: "Sì papà, sono così contenta di essere stata a casa invece di andare al cinema! Posso dire in tutta onestà che questo si è rivelato il giorno più importante della mia vita!"

"Se riconosciamo la nostra responsabilità di americani, le nostre famiglie, le nostre case e il nostro paese saranno protetti da Dio! Quale più grande benedizione possiamo chiedere?"

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A muovere il racconto è l'episodio nel quale Krusciov si tolse la scarpa e la battè sul banco durante l'assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1960. Un episodio folkloristico che qui però assurge a simbolo dell'autoritarismo e della pericolosità dei russi, nonché a segnale di una nuova fase di recrudescenza nella tensione tra le due superpotenze.

Iconografia biblica: la bestia comunista... si rivela!
Il tema del carattere infido e sleale dei russi era particolarmente in voga tra gli anticomunisti di quegli anni,  proprio allorché Krusciov si era impegnato in una politica di distensione nei confronti degli americani ed aveva condannato pubblicamente i crimini di Stalin. La cosiddetta distensione aveva posto le basi per una futura pacifica convivenza tra le superpotenze: un fatto che inevitabilmente toglieva spinta alla campagna anti-comunista americana e non piaceva ai suoi fautori, i quali cercavano di mettere in guardia l'opinione pubblica: "Attenti, i russi stanno bleffando! Chiedono la pace, ma fanno il doppio gioco!".
Duplicità (presunta) dei comunisti, a cui fa eco la duplicità (molto più concreta) degli yankee: lo scopo ultimo dell'anti-comunismo americano (il suo vero volto!) non era quello di difendere l'America da un invasione dei russi e dalla guerra nucleare, ma di difendere l'establishment americano (e la sua libertà di fare profitto e di dettare le regole) dalle rivendicazioni di tutte quelle parti sociali che ne minavano i privilegi. Un'esigenza che oggi, in un contesto socio-politico ben diverso da quello della Guerra Fredda, non è certo passata di moda in nessuna parte del mondo!


Krusciov agita la scarpa e sbraita: "Noi vi seppelliremo!". In realtà, non  pronunciò mai quella frase, e pare che l'episodio non sia mai stato trasmesso in televisione...

19/08/09

[Cold-war era files - part 4]
THE A-DAY! (fumetto - U.s.a. 1950)
[Puj] Ancora Guerra Fredda in questa torrida estate! Scartabellando tra gli incredibili reperti a fumetti degli anni '50, ho trovato il primo numero della rivista Amazing Adventures risalente al 1950. L'albo raccoglie buffe storie a sfondo fantascientifico (davvero folli, ma non memorabili). Un genere che spopolava in quegli anni. Sfogliandolo, però, mi sono imbattuto in un incredibile, rarissimo racconto di fantascienza pacifista a sfondo apocalittico! Wow! Sentite qui: Bob, un funzionario delle Nazioni Unite e la sua amica archeologa, Lizbeth, sono i prescelti per salvare il mondo dalla guerra nucleare. Prescelti dai mitici abitanti di Atlantide, un tempo prosperosa civilità che abitava la terra ferma, oggi popolo subacqueo che vive nei recessi degli abissi.
Atlantide fu costretta a sprofondare nell'oceano per le conseguenze di una guerra nucleare con la rivale civiltà di Mu. Atlantide e Mu furono spazzate vie dalle bombe atomiche; solo un gruppo di superstiti atlantidei poté ricostruire la civiltà negli abissi, al sicuro dalle scorie nucleari. Grazie all'energia atomica, da quel momento utilizzata a scopi civili, prosperarono: la utilizzarono per ripulire l'aria dai germi (?) così da debellare ogni tipo di malattia (?), per coltivare frutta e verdura meravigliosa e nutriente (?) senza insetticidi e concimi... fino a permettersi di lavorare soltanto cinque ore alla settimana, dato che
con l'energia atomica tutto funzionava alla grandissima!
Dopo secoli di isolamento, gli Atlantidei, captano radioattività proveniente dalla superficie: sono gli americani che hanno sganciato la bomba su Hiroshima! Scoprono quindi che esiste una nuova civiltà sulla terraferma e che è in possesso della tecnologia nucleare che tanti danni provocò al loro popolo.
Così, Kan Dal, inviato speciale di Atlantide, regala ai terrestri i segreti dell'utilizzo dell'energia nucleare a scopo benevolo così che, se la Terra vivrà florida e felice come Atlantide, non ci sarà più bisogno di scatenare guerre e tutti avranno ciò che vorranno. Sul più bello, però, i Russi sganciano, infrangendo i sogni di pace dei due americani e del generoso atlantideo con i baffetti da sparviero. Tutto si chiude con Bob che, dal citofono di Atlantide, chiama Stalin chiedendo di piantarla di bombardare la terra con le sue cazzo di bombe atomiche. Come andrà a finire?
Beh, la storia è davvero cheap, di serie Z, ma originale e soprattutto molto lontana dalla misera propaganda maccartista e guerrafondaia delle tavole di Atomic War; è animata da un afflato pacifista, benché non estranea al tradizionale anti-comunismo dell'epoca (sono sempre i russi a rovinare tutto).
L'aspetto più strambo è l'ottimismo smisurato che traspare nei confronti dell'energia nucleare: dopo la seconda guerra mondiale in effetti, gli Stati Uniti avviarono progetti di ricerca nel settore nucleare per la produzione di energia, che incontrarono l'entusiasmo dell'opinione pubblica. Nel 1953 il Presidente Eisenhower pronuncerà un celebre discorso in merito all'utilizzo dell'energia nucleare a scopi civili, nel quale afferma: "Non è sufficiente togliere l'arma atomica dalle mani dei miltari, va messa nelle mani di coloro che sanno adattarla alle arti della pace". In quegli anni l'ottimismo sfrenato nei confronti dell'energia atomica toccherà il vertice massimo, tanto che Lewis Strauss, presidente della Atomic Energy Commission statunitense, in un convegno scinetifico del 1954, sosterrà: "Non è troppo aspettarsi che i nostri figli usufruiranno nelle loro case di energia elettrica troppo economica per poter essere misurata!".
L'ottimismo andò scemando negli anni successivi, quando i problemi tecnici, le prime avarie, la dismissione delle scorie radioattive crearono un certo imbarazzo. Poi arrivarono i primi disastrosi incidenti nelle centrali nucleari (Windscale, Inghilterra, nel 1957 e Kyshtym, Russia, nello stesso anno) e le catastrofi di Three Mile Island (U.s.a. 1979) e di Chernobyl (Russia 1986).
Che dire? Forse gli umani non sono bravi a sfruttare l'energia atomica come lo sono gli Atlantidei. O forse l'energia atomica è una merda. Comunque sia, sappiate che, per quanto mi riguarda, l'idea di lavorare cinque ore alla settimana come gli Atlantidei, giustificherebbe la costruzione di qualsiasi reattore nucleare nella mia città, anche il più scassato, ed anche nel mio cortile di casa...
Qui sotto, The A-Day! in .pdf in doppia versione: inglese e tradotta in italiano (da me)! Buona lettura...

>>> Download "The A-Day!" comics in .pdf (6 pagg.) [ITA] + [ENG] (.rar - 9 mb.)

17/08/09

[Cold-war era files - part 2]
ATOMIC WAR n.1 (fumetto - U.s.a. 1952)
[Puj] I fumetti americani degli anni '50 sono imbattibili per stramberia: una riserva inesauribile di folle divertimento, storie sconclusionate e paranoie assortite! Questo "Atomic War" (di cui, che io sappia, sono usciti tre numeri tra il '52 e il '53), non fa eccezione, anzi è davvero assurdo. Rischierebbe di confondersi in mezzo alle innumerevoli testate bellico-avventurose del periodo, se non fosse per una peculiare caratteristica: racconta solo vicende legate ad un prossimo, imminente conflitto atomico.
Le tre storie raccontate nel primo numero hanno una struttura molto simile: mentre l'occidente è tutto proteso nel tentativo di garantire un futuro pacifico all'umanità, i russi imbrogliano tutti e sganciano a sorpresa le bombe nucleari sulle città degli Stati Uniti, scatenando la gioiosa ed eroica controffensiva americana, che ben presto spazzerà via il comunismo dal pianeta Terra. I russi , naturalmente vengono sempre dipinti come individui moralmente (ed esteticamente) meschini. Alla fine del primo episodio una didascalia si rivolge al lettore, suggerendogli di andare a riuguardare le vignette che raffigurano le città americane ridotte in rovine e a pensare che, oggi più che mai, solo "un'america forte può scongiurare tutto questo!". Un richiamo patriottico che va compreso alla luce della diffusissima paura rossa: l'ossessione che negli U.s.a. si nascondessero migliaia di comunisti o simpatizzanti sovietici pronti a macchinare e congiurare per sovvertire il governo democratico.
Le storie di Atomic War, per quanto sbilenche, dipingono scenari che le nazioni della terra si sono trovate più volte ad ipotizzare nel corso della guerra fredda, benché un attacco con armi nucleari da parte di uno o dell'altro schieramento avrebbe di fatto decretato la totale distruzione di entrambi, ingenerando una apocalisse atomica; su tale ipotesi si basava la teoria della Distruzione Mutua Assicurata (MAD) che si diffuse in questi anni negli ambienti politici e militari; teoria che, nella sostanza, si occupò di dimostrare l'assurdità di un attacco con armi atomiche nei confronti di un nemico dotato delle medesime armi, con benefiche conseguenze per le strategie militari delle parti in causa. Questo non impedì comunque ad U.s.a. e U.r.s.s. di lanciarsi, a scopo di deterrente, in una folle corsa agli armamenti che mantenne per decenni il mondo entro un sano e simpatico equilibrio del terrore. D'altronde "...solo un'america forte può prevenire una... guerra atomica!".

>>> Download Atomic War n.1 in .jpg (.rar - 34 mb.)

[Cold-war era files - part 3]
IS THIS TOMORROW? AMERICA UNDER COMMUNISM (fumetto - U.s.a. 1947)
[Puj] Quest'ultimo reperto è sicuramente il più noto documento propagandistico risalente agli albori della guerra fredda (lo si trova anche in qualche libro di storia), ma anche il più genuinamente assurdo: un opuscolo a fumetti pubblicato nel '47 da un'associazione cristiano-evangelica americana (la Catechetical guild education society) per mettere in guardia la popolazione degli Stati Uniti sulla possibilità di una deriva comunista della nazione. Si intitola "Questo è il domani? L'America sotto il comunismo" e ipotizza, in ogni dettaglio (è una palla lunga ben 48 pagine), l'ascesa del comunismo in America, enumerandone le catastrofiche, drammatiche conseguenze per i cittadini e per il consorzio civile tutto. Naturalmente, la narrazione non lesina su nessuno dei luoghi comuni più o meno fondati sulla Russia di Stalin, dipingendo i comunisti come diabolici cospiratori, assassini sanguinari che non si fanno scrupoli a gettare la popolazione nella fame più nera per attuare i diabolici programmi di sovietizzazione della nazione.
Pubblicato nel '47, "Is this tomorrow?" anticipa un decennio in cui la cosiddetta red scare (paura rossa) toccò picchi estremi, grazie ad una incredibile politica inquisitoria messa in atto da alcuni rappresentanti del governo americano, tra i quali spiccò il senatore Joseph McCarthy (un'epoca che, dal nome del suo protagonista, passò alla storia come "maccartismo"). Tuttavia, McCarthy fu solo il più feroce degli inquisitori che nei primi anni '50 additarono politici, giornalisti, uomini di spettacolo (e chiunque altro capitasse a tiro) di simpatie sovietiche, ingenerando un paradossale clima da caccia alle streghe.
Tornando a Is this tomorrow?, riporto alcuni stralci assolutamente esilaranti della prefazione: "Is This Tomorrow è pubblicato con uno scopo: FARTI PENSARE. Per farti stare ancora più allerta contro la minaccia del comunismo. Oggi, approssimativamente 85.000 membri del partito comunista vivono in America. Questa gente lavora segretamente giorno e notte per sovvertire il TUO GOVERNO! L'Americano medio è pronto a dire: "No, non può accadere qui". Milioni di persone nelle altre nazioni erano soliti affermare la stessa cosa. Oggi, queste persone sono morte o vivono sotto la schiavitù del comunismo. CIO' NON DEVE ACCADERE QUI!".
L'albo si chiude con il decalogo dell'anti-comunista: "Combatti il comunismo con i Dieci Comandamenti della Cittadinanza!". Se volete sapere quali sono, scaricatevi Is This Tomorrow da qua sotto, in versione integrale!...

>>> Download IS THIS TOMORROW? in .jpg (.rar - 61 mb.)

28/03/08

[Free comics for punx]
Emily Hayes - The Green Man (Ed. Hammeraue, Berlin 2007)
[Puj] Amburgo. Mattina fosca di inizio gennaio, un freddo brutale mi assale, dal cielo scende cenere di ghiaccio come in un film sul dopo-bomba, tipo The Day After. Come se non bastasse spira un vento polare che violenta ogni centimetro quadrato della mia faccia rimasto scoperto!
Malgrado tutto, attraverso goffamente (a causa dei quattro strati di vestiti che ho addosso) Feldstrasse e imbocco Marktstrasse. L'ultima volta che ero qui faceva un caldo tropicale e sorseggiavo birra stravaccato su una sdraio! Speravo almeno di trovare la neve (prima di partire mi ero organizzato un guardaroba da sciatore amatoriale, con ridicoli scarponi ad impermeabilità totale), e invece solo del banale, asciuttissimo gelo artico!
Marktstrasse, nel quartiere di Karolinenviertel, è una strada molto suggestiva: raccoglie gallerie di artisti, infoshop, boutique artigianali di giovani stilisti punk, negozi di dischi crust come Fischkopp (il gestore è simpatico e parla una sorta d'italiano di sua invenzione), caffé informali, boutique dark ed altre amenità...
Allorché la situazione climatica si fa inaccettabile, mi infilo in un art-shop pieno di robe colorate, tutte d.i.y. e, con i neuroni surgelati, comincio a frugare qua e là. Dopo un quarto d'ora ne esco con il fumetto di un'artisa berlinese intitolato "The Green man": la storia di un uomo al quale, in presenza di conversazioni indigeste, cresce un albero in bocca. Uh, fantastico.

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[Free music for punx]
GREEN DAY - 1.000 hours (7" - U.s.a. 1989)
[Puj] Oh, come eravamo giovani e felici nei giorni verdi! Giorni spensierati in cui la musica si fermava a tre accordi. Nei giorni verdi gli unici punk che conoscevamo erano i Ramones e la radio annunciava la nascita di un nuovo, strabiliante genere musicale: il grunge. Per le strade si aggiravano adolescenti depressi e tutti spettinati, con maglioni da nonno infeltriti e i walkman a cassette fissati alla cintura. Dopo anni di lacca nei capelli e riffoni glam, le canzoni ripresero ad arrancare tra chitarre catarrose e bassi slabbrati. Ah, i giorni verdi!
Scavando tra i miei vinili, ho riesumato per sbaglio un reperto archeologico di quell'epoca: l'esordio in 45 giri di un gruppo garage-rock misconosciuto, n. 17 del catalogo di un'allora promettente indie label californiana. Registrato nell'anno peggiore del punk (1988) e suonato da tre adolescenti privi di talento. Allora, più grunge che punk. E moooolto poco cool!

Tracklist:
1. 1.000 hours [2:24]
2. Dry ice [3:43]
3. Only of you [2:44]
4. The one I want [2:59]

>>> Download Green Day's first e.p. "1.000 hours" in mp3 + artwork (.rar - 27 mb.)

18/02/08

[We talk about...]
Repression!
Piuttosto morire / che vivere servi ! / Quando le libere bandiere / si spiegano / che gran dolore / stare in fondo / ad una cella / senza potersi battere / in campo aperto.
[Ho-chi-Minh, Lontano dalla lotta da "Poesie dal carcere" 193?]
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[Puj] Ah, la mia poesia di Ho-Chi-Minh preferita! Si tratta di uno dei numerosi componimenti in versi a firma di Zio Ho, redatto al gabbio cinese, quando la polizia britannica, nel 1931, lo acciuffò ad Hong Kong. Curiosità: a Milano, una targa nelle vicinanze di Paolo Sarpi/Chinatown, ricorda che zio Ho, "durante le sue missioni internazionali in difesa della libertà dei popoli", soggiornò anche nella nostra cara città natìa, in un condominio di via Pasubio. Uh-u!
La poesiola del simpaticissimo dittatore viet-namita (attualmente mummificato), è l'occasione per parlare di carceri e repressione... In cantiere, infatti, per i loschi tipi (ovvero le varie personalità del Barbetti, tutte losche...) di Toscana Anarcopunk (Un'isola nel caos...) una compilation benefit pro Cassa Anarchici Inquisiti. Chi voglia farne parte contatti chi di dovere: attaccoanarcopunk@hotmail.it.
[ENG] Toscana Anarcopunk distro is looking for bands to release a compilation against jail and repression; part of the amount of money we'll get from the selling will be benefit to A.B.C. If your band is interested to get part of this comp with a song about repression, police brutality and jails.... contacts Adri at: attaccoanarcopunk@hotmail.it. Ulteriori info sul progetto e ciò che gli ruota attorno su/more infos at: Morirecontro.splinder.com.
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[Nota: il fumetto qui a fianco è opera del caro Sapilla, amico greco, e pubblicato originariamente sul numero 5 dell'omonima comic-zine. La traduzione in italiano è dello stesso Sapi, per questo è un po' scassata. Ho deciso di lasciarla così perché è più divertente. Cliccare sull'immagine per ingrandirla/click on thumb to enlarge!].