23/02/09

[Free music for punx]
THE MOB (anarco-punk, U.K.) - No doves fly here - 7" e.p. (Crass records 1981)
[Puj] Le punk-bands inglesi che ruotarono intorno alla Crass records e alla Corpus Christi sono state relativamente poco ascoltate dalle nostri parti. Forse perché la resa musicale non sempre è stata all'altezza delle ambizioni politiche e artistiche delle bands.
In certi casi, lo sforzo di esplorare vie d'espressione alternative alla tradizione era abbastanza palpabile: tra coloro che cercarono di emancipare il genere dalle ovvietà stilistiche del punk-rock c'erano, per esempio, i The Mob. La loro musica, trainata dal pulsare incessante del basso e deturpata dalla voce atona, nauseata di Marc Mob, era rozzo, primordiale, cupo post-punk. Un sound memorabile!
A dispetto del nome che scelsero (the mob: "La folla") i punx di Yeovil, South Somerset, non potevano certo ambire ad essere una band pop, nell'accezione letterale di popolare, ecumenica, apprezzata dalle folle: tra i gruppi dell'area crassiana, i The Mob furono sicuramente quelli più negativi e depressivi, molto più vicini alla poetica introversa del gothic-dark che al punk, e destinati pertanto ad un pubblico piuttosto radicale.
Dal punto di vista concettuale, i testi dei Mob erano mono-maniacali, ossessionati dall'incubo bellico e dalla catastrofe nucleare. Il loro capolavoro è stata, secondo me, una canzone strana, molto lontana dagli standard punk, pubblicata come singolo (il loro terzo) nel 1981. Una delle migliori cose prodotte dall'anarco-punk anglosassone. Mi riferisco a "No doves fly here" ("Qui non volano le colombe"): ballad desolata, eseguita in maniera approssimativa, ma assolutamente magica. Il testo racconta di un mondo devastato dagli effetti dell'esplosione nucleare; il tono è puramente descrittivo: "Il cielo è vuoto e assume diverse gradazioni di colore, non è mai stato così prima e nessuno ha chiesto la guerra. La mia mente è vuota e il mio corpo porta i segni di differenti forme di tortura, non era mai stato così, e nessuno ha mai chiesto la guerra. Nessuno si muove, qui non volano le colombe. Nessuno pensa, qui non volano le colombe. Nessuno ricorda nulla oltre questa paura, qui non volano le colombe. Le case sono vuote e il paesaggio è devastato, non era mai stato così e nessuno ha mai chiesto la guerra. Il parco giochi è vuoto e i bambini sono cadaveri senz'arti, non era mai stato così, e nessuno ha mai chiesto la guerra". Sotto a tutto questo: un solo riff, tracciato dal basso in prima linea, e sostenuto, a tratti, da un organo male in arnese dal sapore retrò. La tensione tra Stati Uniti e Unione Sovietica che ha caratterizzato gli anni '80, ultima fase di recrudescenza della Guerra Fredda, rendeva un brano come No doves fly here sicuramente ancor più suggestivo e sinistro di quanto possa apparire oggi.
Sul lato B del singolo, I hear you laughing ("Ti sento ridere"), ulteriore colata di negatività che si abbatte sull'ascoltatore: "... I see people dying in the blood and the dust, and the gunshots of viscious murderous lust. I feel the sunshine as it heats up my blood, I feel it burning like my hate if it could. I hear you laughing, I hear you laughing...".
I The Mob durarono quattro anni: si sciolsero nel 1983 dopo cinque singoli e un album. Joseph Porter, stufo di parlare di corpi maciullati e bombardamenti nucleari, lasciò i The Mob per formare un'altra band minore dell'area anarco-punk inglese, i Bylth Power, ancora oggi in attività.

22/02/09

[We talk about...]
US! "Dreams for super-defeated heores" album review from Profane Existence # 57.
[Puj] Sul n. 57 della nota fanzine americana "Profane Existence" (estate '08) è stato recensito il nostro album "Dreams for super-defeated heroes" (cliccare sull'immagine per ingrandirla/click on thumbnail to enlarge).
Ho scoperto qualche giorno fa, riprendendo in mano quel numero, che l'autore della recensione in questione è Don, un ragazzo californiano che ha co-prodotto il nostro ultimo 7". Doppio ringraziamento a Don quindi, che, tra l'altro, ha anche espresso opinioni interessanti sulla nostra musica, accostandola addirittura al ...Cirque du Soleil!

"A musical collective? First thought comes to mind is Crass. This collective based out of Milano, Italy, formed in 1996 features 10 members and are self described as romantic punk. The music is so much broader to be pigeonholed in my opinion. My first impression was much bigger than that because they think so far outside of the box. I was thinking more in line of music for a soundtrack or musical. In a strange way, this reminded me of music from Cirque du Soleil. The feeling of being in another time and place in a fictional dream. The anarcho-punk energy mixed with the futuristic sounds of keyboards and synthesizers add layers and depth that has the effectof washing you away in sound. Musically the band is not afraid to mix in elements from different genres to create n aural experience to be the backdrop ti their lyrics. Emotions are clearly defined and the female vocals are the driving force to the songs which are both sung with piercing precision and also wallow with an underlying sorrow. To tie of this journey, they do a Declino cover thet gives this release a last burst of rage. I am truly inntrigued by this listening experience. After engulfing my self with this release, it makes me want to track down their previous releases to hear the band's evolution (Donofthedead)."

17/02/09

[Free books for punx]
RUGGINE d.i.y. magazine # 0 (co-produzione 2008)
[Puj] Qualche mese fa è uscito il primo numero del magazine "Ruggine" edito e autoprodotto dai ragazzi di "Collane di Ruggine". Suggestivo il modo con il quale il collettivo si presenta:
"Collane di Ruggine è un progetto che tenta di utilizzare il metodo della coproduzione d.i.y. musicale per pubblicare contenuti di carta. Il nostro modo di vedere il precipizio e la sopravvivenza sta nel nostro respiro, la musica è solo una faccia del dado, un’altra faccia è fatta di parole scritte. Scriviamo di tecnologie assetate, di paradossi quotidiani, di scenografie immaginarie. L’affanno ansioso dei giorni che viviamo ci spinge al surreale racconto delle quotidiane miserie".
Ruggine è una raccolta di testi/immagini che spaziano dal saggio al racconto di fantascienza, tutto naturalmente dettato da una ben salda coscienza antagonista.
Ruggine, integralmente scaricabile da qui sotto in formato .pdf, contiene un breve saggio a nostra firma, dal titolo "Sguardo e potere", su video-sorveglianza e controllo. Si tratta della rielaborazione di un testo inserito nel nostro album "Dreams for super-defeated heroes" (2007).
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14/01/09

[We talk about...]

TROUBLES!

[Sarta] Pochi giorni fa, approfittando delle vacanze natalizie, un ristretto contingente del collettivo Kalashnikov si è recato in Irlanda del Nord, per conoscere da vicino la storia dei “Troubles”: forse non tutti sanno che dalla fine degli anni sessanta fino a metà degli anni novanta il paese si trovava in uno stato di guerriglia permanente e uscire a farsi una sana birretta la sera poteva significare avere grossi guai. Da una parte gli Unionisti-protestanti, che volevano lasciare il paese sotto la corona d’Inghilterra, dall’altra i Repubblicani-cattolici, che volevano un’Irlanda unita.

In Irlanda del Nord, sin dalla guerra anglo-irlandese (da cui il regista inglese Ken Loach ha tratto il meraviglioso film “Il vento che accarezza l’erba”) la cittadinanza cattolica veniva discriminata. Per loro la vita era più difficile: non si trovava lavoro, si aveva poche possibilità di accedere alle case popolari e, in certi casi come a Derry (di cui parleremo dopo) il proprio voto valeva meno di quello di un protestante, in modo da non poter governare il paese nemmeno qualora si fosse in maggioranza…insomma, una vera fregatura. Gli irlandesi si erano ribellati a questa situazione riuscendo a fondare una Repubblica Irlandese che, seppur ampiamente dipendente dall’Inghilterra, poteva considerarsi un vero e proprio stato autonomo. L’Irlanda del Nord invece, era ancora formalmente sotto la corona inglese, appoggiata dai protestanti. Data la situazione, non c’è da stupirsi che i cattolici abbiano cominciato, sull’esempio dei vicini irlandesi, a manifestare la volontà di unirsi alla neonata Repubblica d’Irlanda.


Veniamo ora al nostro viaggio….Dunque, in quelle terre non c’è mai il sole e, d’inverno, sei fortunato quando ci sono zero gradi sul termometro. In compenso, se vuoi farti un cicchetto, non si fa fatica a trovare un pub aperto….ma - occhio all’orologio! - i locali chiudono a mezzanotte!

Belfast, la capitale, è una città piuttosto vivace, dove ogni edificio è diverso dall’altro e, accanto a sobrie schiere di casettine a due piani in mattoni (molto british) si può trovare un mega grattacielo o un centro commerciale ultramoderni. La cosa più interessante è stato scoprire che a Belfast c’è il muro di Berlino…ehm, no, non proprio quello…intendevo dire che, cavallo tra le aree di Shankil e Falls Road, roccaforti popolari delle due fazioni in lotta, c’è un muro di cemento e lamiera che divide i due quartieri, con tanto di porte che pare vengano chiuse ancora oggi nel periodo estivo, quando si svolgono le manifestazioni di quartiere più politicizzate. Sul lato unionista erano presenti migliaia di firme inneggianti la pace: la mia guida riportava che, da qualche parte, si può ancora vedere la firma di Bill Clinton e del Dalai Lama…beh, non sono riuscito a trovarle ma in compenso ho trovato numerosi cazzi scarabocchiati col pennarello.

Altra cosa buffa: all'Arsenale del porto di Belfast è stato costruito il celebre Titanic e la cosa è motivo di grande orgoglio civico per i cittadini. "Quando è partito da qui, funzionava a meraviglia!", si è soliti dire in città. Beh, contenti loro...Comunque, uno dei motivi che mi avevano spinto a visitare l’Irlanda del Nord era vedere i murales: ciò che da noi è relegato negli squat e affidato alla buona volontà di qualche writer che può permettersi solo di decorare qualche sottopasso di periferia (pena l'essere beccato dagli sbirri), in Irlanda del Nord è invece considerato una vera e propria opera d'arte. Nei quartieri più popolari se ne possono vedere di numerosi, alcuni suggestivi altri meramente propagandistici, comunque sempre interessanti. E’ sorprendente vedere quanto sia stata diffusa questa pratica, un mix di arte e politica che durante il periodo dei Troubles ha rappresentato un importante strumento di comunicazione fatto dal popolo per il popolo. E poi, quanto è bello girare l’angolo e trovarsi di fronte ad uno disegno gigante, tutto colorato, invece dei soliti muri

grigi…Qui ne ho fotografati un po’, se vi va dateci un occhio e scaricatevi il file.


Dopo aver passato un paio di giorni a Belfast, abbiamo visitato la cittadina di Derry, teatro della celebre Domenica di Sangue del 1972 (immortalata dagli U2 con “Sunday Bloody Sunday”) la più sanguinosa repressione ad opera dell’esercito inglese sulla popolazione che manifestava per i propri diritti civili: nel quartiere di Bogside esistono l'ottimo museo di Free Derry con foto e video di repertorio, atelier di artisti e i più bei murales di tutta l’Irlanda, che ricordano quegli eventi. Da vedere!

Ah, ultima cosa: girando per Derry ho trovato una testimonianza di una scena punk locale, con un volantino di un concerto risalente all’ottobre scorso con i The Lobotomies (Belfast), i Section 04 (Mayo), i Axis of (Portstewart) e gli Anti-State (Derry) che si teneva al mitico Sandinos pub, un localino giamaico-irlandese tutto tappezzato di manifesti del famoso condottiero rivoluzionario nicaraguense. Non so se sia stato un bel concerto o meno, certo che quando ho messo piede in quel posto ho trovato un ambiente molto poco punk, più simile ad una vecchia locanda per bevitori da competizione, come si usa da quelle parti...D'altronde, si sa, musicalmente in quelle lande va molto forte il folk/country malinconico per chitarra acustica e voce, roba da cori con la pinta in pugno, occhi lucidi rivolti verso l'alto e...tasso alcolico elevatissimo, naturalmente!


>>> Download Murales Collection of Northern Ireland by Sarta (.rar - 26 mb)




11/01/09

[Greetings from Utopia!]
D.I.Y. POSTCARDS! part 2
[Puj] Lo scorso settembre suonammo al centro sociale autogestito di Udine; fu una serata davvero piacevole, a suon di birrette e gente simpatica. Il c.s.a. di Udine ha sede nella vecchia casa del capotreno che sorge a ridosso dei binari dei treni merci. Di notte dormimmo ai piani superiori e la vista era davvero suggestiva: desolazione, scambi ferroviari e tralicci dell'elettricità! Lì trovammo questa bellissima cartolina eco-radicale confezionata a mano, con colla e forbici, da un collettivo femminista che si firma "Feminis Friulanis Libertariis" (cliccare sull'immagine per ingrandire/click on thumbnail to enlarge).
Riporto di seguito un comunicato del collettivo: una dichiarazione di estraneità alla cultura della superstizione, della discriminazione e dello sfruttamento delle donne, degli uomini e dell'ambiente:
"Non siamo colonia di nessuno! Una nefasta convergenza di potere spirituale, temporale ed economico vorrebbe condizionare e comandare sulle nostre scelte di vita e sul nostro territorio. La chiesa; sempre più pesantemente si insinua e comanda le scelte del privato; ne coniuga le direttive con le scomuniche, gli anatemi e l'inferno. Sposare, non divorziare, ubbidire, non abortire; astinenza, no convivenza, etero=bene, gay=male; penitenza, e se capita, sofferenza fino alla fine di una vita data da Dio, orientata dal papa, gestita dal prete… altrimenti c’è l’inferno. Il potere politico deve fare le leggi in ubbidienza al verbo di cui sopra, pena la scomunica, (vedi in Messico dove hanno osato depenalizzare l’aborto). Nell’Italia moralista pullulante di politici ipocriti proni alle sottane dei cardinali, che devono aspettarsi le donne? Un passo avanti verso l’ampliamento di diritti civili per tutti/e o un ritorno indietro ad una situazione pregressa a quella di battaglie faticosamente vinte e mai sufficientemente rispettate?… un’anticamera dell’inferno. Il potere economico che invece si prende il pubblico, quello che è di tutte/i, e lo usa a suo scopo privato trasformando l’ambiente in un inferno in terra. Si mangia l’acqua, cementifica la terra e inquina l’aria per i suoi interessi e kapitali. Elettrodotti, casse di espansione sul Tagliamento, autostrade, cementifici, cave, inceneritori, rigassificatori, TAV: l‘ultima invasione… è lungo l’elenco nel Friuli in questi giorni di proteste diffuse contro una classe politica sempre più arrogante, loffia e corrotta. NO VAT, no vaticano, quindi, “fuori i preti dalle nostre mutande”, come più volte ribadito in tutte le manifestazioni nazionali; libertà nelle proprie scelte e diritti civili per tutte/i; NO TAV, no treno al alta velocità; uno stupro civile alle popolazioni e ai paesi che si troveranno spaccati in due, ridotti a corridoio di passaggio, uno stupro alla terra con km e km di gallerie in ambiente carsico, cave e cantieri in tutto il Friuli, e infine uno stupro economico per tutti perché per 60 anni almeno attingeranno alle nostre tasche. NO VAT - NO TAV - Giù le mani dalle donne - giù le mani dalla terra!".

10/01/09

[Greetings from Utopia!]
D.I.Y. POSTCARDS! part 1
[Puj] Questa è divertente! L'ho ricevuta dalla Francia molto tempo fa, se non ricordo male. In occasione della dicannovesima edizione dell'Anarchist Bookfair (Fiera del libro anarchico) di Londra i ragazzi hanno preparato questa cartolina promozionale che fotografa la statua di Winston Churchill in Parliament Square, finemente addobbata da punk: una zolla d'erba oblunga a mò di moicana e del sangue spray all'angolo della bocca. Sopra scritto: "Il suo momento migliore!" (cliccare sull'immagine per ingrandire/click on thumbnail to enlarge).
L'"Anarchist bookfair" è una grande fiera del materiale anarco-libertario che si tiene a Londra ancora oggi dal 1983. Nata all'inizio degli anni ottanta nell'ambito del sobrio e compassato Socialist Bookfair, se ne staccò presto per proporre una fiera del libro più cheap, ma anche più divertente e colorata. Tant'é che il Socialist Bookfair non si fa più, mentre la versione anarchica gode di ottima salute e ogni hanno aumenta spazi e partecipanti. Il prossimo appuntamento è fissato per il 24 ottobre 2009! Info qui: http://www.anarchistbookfair.org/.
Benché quella inglese sia la più famosa, di grandi Anarchist Bookfair ne vengono organizzate in tutto il mondo: a Montreal in Canada, si tiene solitamente nel mese di maggio (http://www.anarchistbookfair.ca/), a New York, per il 2009, è prevista per l'11 aprile (http://anarchistbookfair.net/); a San Francisco si organizzerà una "Bay Area Anarchist Bookfair" il prossimo 14-15 marzo (http://sfbookfair.wordpress.com/). E in Italia?

27/12/08

[Live report]
27/12/08 @ Villa Vegan Occupata, Milano. Kalashnikov + Anxtv + Vivere Merda + Ansia
[Ale] Un gelo artico cala su Milano. La Villa Vegan Occupata sorge nell'estrema periferia nord, in una terra di nessuno tra un ciclopico centro commerciale, un quartiere dormitorio e un distributore di benzina abbandonato. Addentrandosi nella selva oscura che la circonda, sembra di cambiare dimensione e in fondo al viale di fango ghiacciato c'è la casa delle favole anarco-punk, che è lo squat che amiamo di più. E' un luogo ben al riparo da sguardi indiscreti, invisibile dalla strada: solo superando un cancello arrugginito ed inoltrandosi tra gli alberi la si intravede. Ciò la rende un posto segreto (cantava Derby Crash, what we do is secret, secret...), unico, come estraneo al mondo grigio e alienante che le sta attorno.
Solitamente, il periodo natalizio rappresenta per me (e per molti altri credo) un orrendo carosello di parenti (ai quali sono affezionato quanto a quella dignitosa materia che si crea tra le dita dei piedi), di pranzi "luculliani" (a base di animali dei quali non conoscevo nemmeno l’esistenza) e regali sgraditi: insomma, una tristezza assoluta ed infinita... Ma quest’anno c’era qualcosa a confortare le mie giornate: il grande meeting anarco-punk del 27 dicembre alla Villa!
La sala concerti si trova in un’area seminterrata, piccola e sudata come piace a noi; a fianco un baretto natalizio che serve cocktail potenti come bombe a mano (ma economici come caramelle!). Per la serata, ogni drink ha il nome di uno dei gruppi che suoneranno: il cocktail Ansia, il cocktail Kalashnikov, il cocktail VivereMerda e il cocktail Anxtv. Tutti ottimi!
Puj e tutto il collettivo hanno seguito con entusiasmo l'organizzazione di questo concerto che per noi ha un valore, per tanti motivi, simbolico: corona idealmente un periodo intenso, nel quale abbiamo vissuto con pienezza la nostra vita di anti-gruppo. Uno dei motivi di cui sopra è che oggi finalmente vede la luce il nostro nuovo disco, un e.p. 7", che oltre ad essere un disco è un libro: una fanta-storia natalizia per tutti i punk romantici, scritta da noi!
Presi dalla foga organizzativa, alle sette di sera abbiamo già montato tutto, fatto il soundcheck e quindi ci possiamo rilassare, gustando un ottimo spuntino vegan preparato da Tiziana, Annalisa e Memy. L'atmosfera è resa lieta dalle cazzate di Ago e Arca, nostri immortali amici e metà dei glam-rockers varesini Miseria. Un altro dei motivi che rende speciale la serata è la presenza di alcuni gruppi di amici, tra cui sicuramente gli Anxtv: un paio d'anni fa, suonammo spesso con loro e lasciarono in tutti noi un bel ricordo. Condividemmo un tour con i Lost Cherries, vecchi punx inglesi dai quali rischiai di essere picchiato (ma questa è un’altra storia).
Accogliamo Marco (basso), Veruschka (batteria), Daniela (voce) e Andrea, chitarrista e compagno di bevute di Puj in terra finlandese (Andrea vive attualmente a Tampere, Finlandia, con la sua compagna, stasera presente, Katri, cantante dei Rakkaus). Poi arrivano gli Ansia: Fabio, Andy, Buzz e Rob, giovani punx milanesi a cui vogliamo bene, che purtroppo sono al loro probabile ultimo concerto, perché il bassista si trasferirà presto in Australia (un po' fuori mano...). E i VivereMerda, i veterani punx del Friuli? Giunge la notizia che non suoneranno perché.... non si trova la cantante! E' scomparsa. Fortunatamente pare che il resto del gruppo sia partito ugualmente alla volta di Milano.
E' pronto da mangiare! La cena è ottima e innaffiata di vino natalizio. E' l'occasione per ringraziare Marta, Alex, Benna, Alessia, Minni e tutte le ragazze e i ragazzi che vivono alla Villa per la bella ospitalità. Col passare dei minuti, aumentano a dismisura le facce amiche e diminuisce esponenzialmente lo spazio a disposizione: alla fine la Villa straborda, non ci si muove più, e il problema è che fuori fa un freddo siberiano! Compaiono all'orizzonte alcune facce da galera come Yunior e RikiPanc, il famigerato the King of Cocktails...
Ad aprire la serata, ecco gli Ansia ed è subito caos: lo scantinato dei concerti è pieno all'inverosimile e naturalmente la rovina è completa!
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Un'ora dopo, se possibile, la sala è ancora più gremita perché suonano gli Anxtv, ottimi testi e buona musica per il gruppo di punta dell’anarco-punk italiano. Unica pecca della serata, l’acustica! Benna ha fatto il massimo, come sempre, per far rombare l'impianto della Villa, ma c'é talmente tanta gente che alcuni ragazzi sono praticamente attaccati alle casse, otturando il suono! La voce esce così bassa che sembra che qualcuno urli da un altro pianeta. Il pubblico tuttavia sembra non accorgersene e accompagna tutte le canzoni con una partecipazione che di rado mi era capitato di vedere!


Nel frattempo sono arrivati i Vivere Merda senza la cantante Nichole. C'è anche manager Sebi e un inglese che scopro essere un componente dei mitologici Disorder! Infatti, i Vivere Merda andranno in tour con loro nel Regno Unito il prossimo gennaio. Wow! Comunque sia, Gigi, il batterista, ci racconta delle sue peripezie odierne alla ricerca di Nichole, tra bar e negozi dove ha chiesto se qualcuno l'avesse vista e cose del genere. Risultato? Non si è trovata! Boh! Siamo comunue felici che loro siano venuti a Milano ugualmente.
Verso le due del mattino, suoniamo noi: rischio di perdere un paio di denti per via dei colpi del microfono in bocca e devo stare attento ai punx che ci franano addosso mentre pogano. Rovina! La cosa che però mi ha colpito di più è stato l'aver suonato tutto il tempo con il cadavere di Sebi ai miei piedi. Dal momento che tale scelta credo non sia stata determinata da un moto di adorazione nei nostri confronti, presumo che Sebi fosse semplicemente troppo ubriacato per sopravvivere nel disastro umano che si consumava di fronte, ed abbia preferito farsi una sana dormita ai bordi del palco! ah, ah, ah! Mentre suoniamo sbuca dal pubblico Claudio, nostro fidato driver e compagno di mille avventure, nonché esulo berlinese. Che sorpresa! Atterrato in giornata a Milano è riuscito ad esserci. Lo intontiamo con una gollata di Fisu (drink finlandese a base di vodka e caramelle Fisherman tritate), in segno di monito, perché non dimentichi l'antica tradizione del beverone-per-il-driver che lo accompagnò in giro per l'europa.


Chiusosi il nostro live, ci accingiamo a smontare tutto, ma a sorpresa imbracciano gli strumenti i Vivere Merda: sprovvisti di voce, improvviseranno un concerto strumentale veramente indimenticabile. Tutti i punx cantano i pezzi e la rovina è definitiva. Già avevamo avuto un’ottima impressione di questi punx quando li abbiamo conosciuti a Udine, ma dopo questa serata li amiamo alla follia.


Il lasso di tempo che separa il buio dalla luce è trascorso rapido e nebuloso... Mi allontano dalla Villa quando ormai albeggia; fonti certe mi hanno rifeito di balli vorticosi protrattisi per ore. L'aria che si è respirata in quella notte cristallina è stata pura, rarefatta come in un sogno. Siamo statì ancora una volta contenti e soddisfatti di far parte di qualcosa che è ben più grande di noi, e che pur sforzandomi, non saprei definire, ma che di certo ha a che fare solo marginalmente con la musica. Un intreccio di sguardi e sentimenti che disegnano spazi nei quali il fatto di condividere parole, messaggi e ideali (e pure cibo e alcool!) non è un obbligo o un'ovvietà, ma una scelta naturale, libera e gioiosa. Mille di Queste Ville!
[Free music for punx]
ANSIA (Anarco-punk, Milano) - Incubo o realtà? (cd-r 2007)
[Puj] Gli Ansia sono giovani punx dell'estrema periferia nord di Milano e la loro musica trasuda tutta l'alienazione e il grigiore di quei panorami spenti, fatti di case popolari, cartelloni pubblicitari e ipermercati. I Figli del Nulla suonano musica punk suburbana, rabbiosa e imprecisa, solcata da una vena di sangue scuro e infetto. Il loro cd-r d'esordio, caotico ed approssimativo nella registrazione, non rende giustizia ad un sound interessante, che potrebbe essere accostato a quello dei grandi gruppi anarcopunk italiani degli anni '80 come Contropotere, Contrazione e Bed Boys. Le cose migliori gli Ansia le fanno quando rallentano e si assestano su coordinate darkeggianti, come nel finale di "Massacro di innocenti". Hanno recentemente inserito in formazione un synth micro-korg come quello dei Kalashnikov: wow! Qui sotto: "Incubo o realtà?", con artwork, testi e qualche traccia aggiunta: alcune registrazioni live fatte da Sarta durante un concerto alla Villa Occupata lo scorso maggio.
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Tracklist: 1. No white power / 2. Mangiauomini / 3. Soldato kamikaze / 4. Pitbull / 5. False realtà / 6. Massacro d'innocenti / 7. Giungla di cemento / 8. Virus / 9. Ma che bella società. Bonus tracks (live in villa occupata 17-05-2008): 1. Figli del nulla / 2. Morte bianca / 3. No white power / 4. Grande fratello.
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[Free music for punx]
ANXTV (Anarco-punk, LaSpezia) - Neve Rosso Sangue (d.i.y. 7" - 2007)
[Puj] Nel 2007 usciva questo viniluccio degli Anxtv. Tre pezzi (oltre ad intro ed outro): "Work/Alienazione", "Ore Rubate" (cover dei Biocidio, precedente band della batterista Verushcka) e la suite anarcopunk "Neve rosso sangue". Copertina naif e bellissimo artwork interno nel classico stile b/n del gruppo.
Il primo lato del disco è un concept no-work. "Ore rubate" condanna una "società di fame e di guerre, di poveri e di ricchi, una società di menzogne" nella quale "le persone diventano macchine" e si svegliano al mattino solo per vivere "giornate frustranti, frenetiche e alienanti". In "Work/alienazione" Daniela canta di un sistema che in nome del profitto e facendo leva sul miraggio del benessere, "usa i nostri corpi, i nostri occhi, le nostre mani, le nostre gambe, le nostre bocche, i nostri cuori, i nostri cervelli, i nostri organi genitali"; un sistema nel quale "chi esce dalle righe lo fa per vivere o morire", e chi resta dentro, per sopravvivere, si abitua "a rendere al massimo e a chiedere poco", "ad essere umiliato ogni giorno che passa".
Nelle note all'interno del disco Andrea dice: "In nome del lavoro e della sopravvivenza ogni genere di violenza viene commessa. Il punto non è essere contro il lavoro: perché senza il lavoro in comune e per se stessi ed un senso profondo di responsabilità non esisterebbe nessun contesto autogestito che non necessita né di servi né di padroni". Il vero problema è la distribuzione del profitto, lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo alimentato dalle gerarchie di potere, l'uso ideologico del feticcio-lavoro e le nevrosi ad esso sottese. L'ossessione-lavoro finisce per risucchiare le energie creative delle persone, svuotandole da ogni vitalità; prosegue infatti Andrea: "Ancor più preoccupante è quando lo stesso essere umano, la persona, vittima di una perversa meccanizzazione mentale, si autoimmola per questo flagello chiamato lavoro. Ed ecco che si hanno le crisi del periodo corrispondente alla pensione in cui, chi non ha mai coltivato nessun interesse personale o il semplice amor proprio si trova vuoto ed improvvisamente inutile... chi fuori dalle fatidiche otto ore non ha nient'altro che la tv imposta da chi del lavoro/sfruttamento e della produzione/consumo ha fatto il proprio obiettivo di esistenza". La pensione come "macabro avviso di chiamata per il mondo dei morti, alla fine di un'esistenza regalata alla fatica per conto di terzi e alle malattie delle quali nessuno risarcirà mai nulla".
Nel seguito del discorso Andrea introduce il tema del secondo lato del disco, interamente occupato da "Neve rosso sangue" scritta dal bassista Marco; parla con sgomento della mattanza delle foche bianche da parte dei bracconieri dell'industria della pelliccia. Nella società della futilità e dello sfruttamento, dove tutto è lecito in nome del mercato, la violenza sull'uomo esercitata attraverso il lavoro, una violenza perpetrata su soggetti senzienti e comunque sempre in grado di ribellarsi, non è nulla di meschino se confrontata alla violenza rivolta nei confronti di chi è incosciente e indifeso: gli animali. "Esseri avidi e crudeli colpiscono le pacifiche creature, il sangue sprizza copioso nella neve, il vento si mischia alle urla di dolore...".
Spero sempre che ogni gruppo che per qualsiasi motivo si autoproclami "punk" si impegni quanto gli Anxtv a fare dei propri dischi una fonte così densa e vitale di messaggi, pensieri e sensazioni. Spesso, tra un pezzo e l'altro, tra la preoccupazione di accordare la chitarra e quella di pettinarsi il ciuffo, si riduce la musica ad una vacua sequela di riff. Gli Anxtv mi piacciono davvero perché hanno ben altre aspirazioni: la loro musica trasuda pensiero sulle cose e volontà di comunicare, nota per nota. Convengo pienamente con Andrea quando chiede all'ascoltatore di "non lasciare che tutto questo insieme di parole, suoni e immagini esista come sterile prodotto da usare un paio di volte per poi essere accantonato in una pila di altri dischi impolverati". "Prova a soffermarti qualche istante in più domandandoti non una ma più volte il perché di tutto ciò...". Sono preoccupazioni come queste a fare la vera differenza tra la nostra musica e tutta quell'altra musica di merda che sta là fuori.
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Tracklist: 1.Intro+Work/Alienazione / 2. Ore rubate+outro / 3. Neve rosso sangue.

[Free music for punx]
VIVERE MERDA (chaos-punk, Udine/Trieste) - Pace violenta (cd-r - 2008)
[Puj] Per tanti la musica dei VivereMerda potrà essere assimilata ad una cascata di piscio e chiodi arrugginiti sulla testa, ma per le mie orecchie è estasi. Gigi e gli altri suonano da più di dieci anni la stessa cosa: chaos-punk veloce, sporco, inesorabile. Dolce come una passata di carta vetrata sulla lingua. Hanno iniziato negli anni '90 come Piscia Korsakov cantando "Vivere la merda", che ha battezzato la successiva incarnazione della band, i Vivere Merda, appunto. Il testo di quella canzone è alta (o bassa) poesia nichilista: "Non ho bisogno della vostra poesia, non ho bisogno della vostra melodia, Io vivo nella merda, realtà di vomito, realtà di piscia! Nessuno che mi comprenda, che mi capisca... Vivere merda, vivere merda! Niente illusioni, solo merda".
La voce di Nichole in questi nuovi pezzi è ancora più rabbiosa, una versione degenerata della prestazione nel precedente omonimo cd-r uscito nel 2006. "Pace violenta" parte con una sventagliata di mitragliatrice mixata a Whitney Huston, per proseguire con un classico assalto anarco-punk a base di basso distorto e impietoso d-beat. In "Berlusconi Vaffanculo" il vero insulto al premier non sono le parole del testo, ma le mega-cazzate che dice Berlusconi stesso all'inizio e alla fine del pezzo. "Sono vuoto" è quasi inquietante per minimalismo e rabbia: Nichole canta a ripetizione: "sono vuota! sono vuota! mi hanno costretta ad essere vuota!" e ogni strofa è inframezzata da sinistri frammenti di stronzate televisive e spot pubblicitari che emergono dal fragore degli strumenti abbandonati a se stessi. E per chiudere, la versione semi-lounge di un classico dei Piscia Korsakov/VivereMerda: "Tutti i punx" manifesto nichilista per una generazione di punx alcolizzati: "All'attacco, fanterie, distruggiamo le birrerie, occupiamo le enoteche! Pochi amici, tanta sete! A tutti i punx birra e vino gratis! A tutti i punx birra e vino gratis!".
Ultima nota, la copertina: raffigura il mitico lancio della scarpa a George Bush da parte del giornalista iracheno Muntazer al-Zaidi!
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Tracklist: 1. Pace violenta / 2. Nazi Merde / 3. Oppressione violenza galere / 4. Berlusconi vaffanculo / 5. Odio / 6. Sono vuoto / 7. Tutti i punx (alt. version).