04/07/14

[Russian tour report 2014 - 5 di 10]
Martedì 22 aprile. Affinità e divergenze tra il compagno Togliatti, noi e il Re.
.
CCCP - Affinità e divergenze tra il compagno Togliatti e noi del conseguimento della maggior età (1985)
...
 ..

[Sarta] Il viaggio tra Saransk e Togliatti scorre placido, sgranocchiando panetti russi avari di sapore. Le buche sono come al solito numerose e imprevedibili, ma il nostro inossidabile driver Denis sembrava più in difficoltà a dominare l'innocua viabilità di Saransk rispetto al guidare sui rovinosi manti stradali della campagna russa: le esclamazioni “Stupid Saransk!”, subito seguite da inversioni a U, sono stati gli unici momenti in cui gli abbiamo visto perdere un briciolo della sua flemma. 
Cominciamo ad abituarci ai paesaggi della steppa russa: spazi enormi e sconfinati, dove solo le rade foreste impediscono di vedere la linea dell'orizzonte. Di tanto in tanto, compaiono mucchi di isbe (case in legno tipiche della campagna russa) mezze sprofondate nel fango: alcune hanno un aspetto bizzarro, con colori sgargianti, piuttosto in contrasto con il contesto di decadenza generale. 
.
Un villaggio
.
Non vediamo quasi nessuno affacciato alle finestre o camminare ai bordi della strada. L'impressione è che la campagna russa, rispetto alle città, sia davvero un mondo a parte, dove ogni cosa o persona lotta per la sopravvivenza: si combatte per la manutenzione delle proprie case, contro il freddo, contro la neve, contro il fango... inutile dire che questa battaglia gli uomini sembrano perderla nettamente per manifesta superiorità dell'avversario. Il disagio che proviamo forse deriva dal fatto che noi, creature ormai irreversibilmente urbanizzate, non sopravviveremmo una sola settimana allo spietato clima russo.
Intorno alla metà del viaggio, Denis pronuncia le fatidiche parole “Smoking brrreik!” e noi scopriamo di avere fame.

Smoking brrreik
.
Entriamo in un autogrill russo che esalta ai massimi livelli il feticismo di alcuni di noi verso le cose “autenticamente” russe e ingurgitiamo del riso in bianco innaffiato da caffè solubile, osservando con voluttà il retro del bancone, che espone una miriade di diverse qualità di vodka (evidentemente i camionisti di passaggio qui ne fanno largo uso per idratarsi).

Russian autogrill

.
Prima di ripartire, scambiamo quattro parole con un signore coi baffi, il quale, fin dal nostro arrivo, moriva dalla voglia di interloquire con nove eccentrici forestieri che, stranamente, non indossano mocassini a punta (il dresscode di questa regione)... 

Vy muzykant? ...Ili vy biznesmen?
.
Pare molto divertito dal sapere che siamo un gruppo italiano in tour: chissà perché quando qualcuno, ai quattro angoli del globo, scopre che sei italiano, viene colto immediatamente dal buonumore.
.
L'arrivo a Togliatti è un po' impressionante: la città sorge sul Volga, fiume che ai nostri occhi sembra un oceano, ed è costruita a ridosso di una gigantesca diga con tanto di centrale idroelettrica. L'aspetto dell'architettura industriale russa è qualcosa di incredibilmente distopico, sembra opera di civiltà aliene e malvage: grovigli di cavi, paratassi lunghissime di edifici tutti uguali, giganteschi, strutture apparentemente prive di senso logico, espressivamente rudi e vagamente steam-punk. Stavropol'-na-Volge (l'antico nome di Togliatti, prima che fosse ribattezzata in onore del compagno Palmiro) sorgeva su di una sponda del fiume, prima che negli anni Cinquanta costruissero la diga. Purtroppo, a lavori ultimati, si sono accorti che le acque del fiume avevano sommerso l'antico nucleo della città e, allora, hanno deciso di costruire una nuova città poco distante. Pragmatismo sovietico. 
Il concerto si terrà proprio in quel che rimane dell'antico nucleo urbano, che ha l'aspetto di un suggestivo villaggio nel bosco. Il posto si chiama “Solaris” ed è un atelier per artisti attivo sin dall'epoca sovietica, dal 1989. Una piccola casa di legno alta due piani e incastrata nel bosco, piena zeppa di quadri e sculture dall'aspetto più o meno bizzarro.
L'accoglienza è ottima: a darci il benvenuto troviamo il Presidente dell'atelier e il Re (di non si sa che cosa), un tizio con i baffi, pingue e gaio; ci offre un sorso del suo cognacco, che é cognac economico molto in voga qui in Russia e rappresenta una valida (si fa per dire) alternativa alla vodka. La cosa buffa è che il Re consiglia di accompagnare l'ampia sorsata di cognacco con uno spicchio di mandarino, che ci offre con la consueta cortesia.

Sua maestà il Re

Annalisa ha pienamente compreso l'importanza del mandarino. Il Re ne è felice.
Incontriamo alcuni ragazzi davvero in gamba che non vedono l'ora di parlare con noi, e ci accompagnano ad un decadente produkti di periferia per acquistare qualche birra (ottima Baltika 7); uno di loro, Boris, è il più loquace, anche perché parla un inglese fluente, cosa non comune qui in Russia, dove molti, anche giovani, non parlano che il russo. Lui l'inglese lo parla alla perfezione, anche perché lo insegna! Boris vive a Togliatti, ma ha girato un po' il mondo e ci spiega (con cognizione di causa evidentemente) che qui non c'è davvero un cazzo: tutti i ragazzi a Togliatti si sentono davvero la provincia della provincia della provincia del mondo. Le sue parole non ci colgono di sorpresa: dopo aver attraversato lande desolate, distese di erba bruciata, villaggi adagiati come carcasse nel fango, per giungere in questa città dall'aspetto greve e polveroso, una frazione minima di quella sensazione di isolamento, di andare in un certo senso "alla deriva", l'abbiamo avuta anche noi.
.
A zonzo per la vecchia Togliatti. Sulla destra, un mesto produkti...
.
Con Boris ci teniamo a parlare anche della questione ucraina, perché per noi è difficile da comprendere appieno, complice la solita superficialità e sciatteria dei media; vogliamo quindi capire il punto di vista di una delle parti in causa, diciamo. Boris la storia ce la spiega così: Putin, qualche tempo fa, stava avendo un leggero calo dei consensi, così ha deciso di cavalcare il nazionalismo interno e di cimentarsi in una prova di forza.; occupando la Crimea e promuovendo il referendum per l'annessione alla Russia ha così risvegliato l'orgoglio nazionale tra i suoi elettori e incamerato ulteriori consensi tra il nuovo elettorato russo appena acquisito. Boris pensa che presto in Russia si svilupperà un odio razzista verso i nuovi annessi poiché, essendo la Crimea una regione senza grandi risorse, la popolazione necessiterà del sostegno economico del Governo di Mosca. In questo modo, Putin potrà cavalcare ulteriormente le divisioni interne tra le etnie, facendo leva sul razzismo e sul fascismo ormai debordanti nel paese. “It's a war between two faces of nationalism”, conclude: da una parte il nazionalismo ucraino, dall'altra quello russo. In mezzo, come sempre, le persone...

Quando la serata prende quota, il Solaris si popola e cominciano a suonare i gruppi del posto. Conosciamo alcune autorità locali come un signore polacco senza denti, che beve vodka a garganella rovesciandosela in gola dall'alto, dando vita ad una cascata alcolica decisamente scenografica.

New friends in Togliatti
Mi presento poi al “Presidente” dell'atelier: lo saluto con doveroso rispetto, sfoggiando un rigido inchino alla maniera nipponica, unendo poi le mani sotto il mento e chinando il capo alla maniera thailandese, per finire con uno scambio di battute e pacche sulle spalle in perfetto stile yankee. Lui sembra divertito, forse ci ha preso per dei veri artisti e considera questo strano melting-pot di saluti una nostro vezzo eccentrico, così, per darci un tono da artisti. Parliamo a lungo anche con altri ragazzi, preparatissimi sulla storia e sulla cultura italiana: ci fanno domande su Gabriele D'Annunzio e l'impresa di Fiume, sul Fascismo degli anni Trenta e su Italo Calvino!
.
Entusiasmo immotivato a Togliatti
Il nostro concerto – non finiremo mai di stupirci – è ancora una volta incredibilmente partecipato, con i ragazzi e le ragazze che ballano e saltellano per un'ora abbondante...

 
 



 

Dopo il consueto corredo di foto, autografi, abbracci e pacche sulle spalle, salutiamo tutti il Re, il Presidente e i nostri nuovi amici, e filiamo dritti in ostello. Il nostro alloggio è all'ultimo piano di un condominiazzo gigantesco uguale a tutti quelli attorno. Togliatti é sterminata e deserta. Attorno al caseggiato, sulla strada di quattro corsie, sfreccia ogni tanto qualche auto, per il resto buio e silenzio. La periferia delle città russe è semplicemente... spettrale.
Al mattino seguente, con la luce, possiamo godere del panorama fuori dalla finestra: un fulgido assaggio della vera urbanistica sovietica...
.
Dobroye utro, Togliatti!
"Il russo in pillole", quinta puntata: Dobroye utro, Buongiorno!

[...Continua...]

Nessun commento:

Posta un commento