30/11/11

[We talk about...]
VAMPIRIZZATI OGGI: new Kalashnikov 7"... revealed!
[Puj] Evviva. E' on-line la pagina monografica dedicata a Vampirizzati Oggi, il nostro ultimo 7" (il linkino é qua sopra). Dentro ci trovate le canzoni, i testi, l'artwork e le solite divagazioni sui temi che ci hanno ispirato nonché sulle vicende (semiserie) legate alla registrazione del disco.
Approfittiamo di quest'occasione per ringraziare tutte le etichette d.i.y. sparse per il mondo che hanno collaborato nella produzione/distribuzione del disco, ovvero: Choas Rurale (Canada), SP Records (Giappone), La Nuragica, Sirboni records, Nuclear Chaos, Solezenith/LeTormenta, Kutre records (Mexico), Deny Everything, Forever True, Baobab autoproduzioni, Antenora distro, Fraildieilfa autoproduzioni, Cimurro d.i.y., La Revolution sera pas motorisée (Francia), Burning Boards, Fussil 'zine (Mexico), Sapilla 'zine (Grecia), Comets and Anchors. Oh, spero di non aver dimenticata nessuno...
E non dimentichiamo nemmeno il Manu (Ebola, Food for Worms) e Diego (Graficanera), che hanno contribuito con i loro lavori grafici al booklet del disco. Yaaa!

>>> Go to Vampirizzati Oggi page!

19/11/11

[We talk about...]
GRAFICANERA blog!

"Grafica Nera è un progetto artistico di ispirazione anarchica e anti-autoritaria, il nostro obbiettivo è arricchire la diffusione cartacea e digitale del pensiero libertario realizzando grafiche di nostra iniziativa e anche su proposta di attivist*. Le nostre produzioni spaziano tra opuscoli, flyer, poster, manualetti, loghi, copertine per dischi e libri, vignette satiriche, fumetti, immagini per serigrafie, piccole animazioni digitali e tante altre cose… Crediamo nella forza comunicativa dell’immagine e intendiamo servirci di questa potenzialità per fare il solletico alla gente rassegnata a questo mondo senza armonia e a corto di gioia. In poche parole, vogliamo spargere iconoclastia con le nostre icone".
[Puj] Graficanera è un ottimo blog curato da colui che, tra l'altro, ha realizzato gli artwork interni del nostro ultimo sette pollici. Nel sito ci sono alcuni dei lavori grafici di questo misterioso personaggio, ma anche poster, flyer e opuscoli da lui appositamente tradotti ed illustrati, come quello, davvero interessante e soprattutto attuale, su anarchia e alcool ("...per un mondo di incanto, o di anarcoolismo?...”). Il nostro mister x è molto disponibile e collaborativo, ma anche moooolto bravo, quindi non abbiate riserve a contattarlo per qualsiasi progetto frulli nelle vostre menti bacate...

>>> Enjoy Graficanera.noblogs.org!

11/11/11


Kalashnikov collective live @ Telos Occupato, Saronno, Italy [31 october 2011, Halloween party!]

19/10/11

[New Kalashnikov collective ep!]
VAMPIRIZZATI OGGI! (7" - 4 tks. - d.i.y. 2011)
[Puj] Quasi un anno fa, lo scorso dicembre, abbiamo preso su tutte le nostre cianfrusaglie e siamo andati al Telos (il nostro amato squat di Saronno, a nord di milano) per registrare quattro pezzi. Abbiamo dislocato gli ampli nelle varie stanze e collegato tutto ad un mostruoso mixer pieno di led, assolutamente natalizio. Faceva un freddo becco e abbiamo suonato con il giubbotto, la sciarpa e i guanti. Il risultato é "Vampirizzati Oggi", un 7" coprodotto da tanti amici in giro per il mondo. Per gli amanti dei dati tecnici: 400 copie in vinile nero, 100 in vinile rosso trasparente, booklet 18 cm. x un metro e dieci ripiegato a 6 ante, albo a fumetti di 12 pagine incluso e sangue sulla copertina spennellato a mano, copia per copia.
I pezzi hanno come protagonisti i mostri dei vecchi film horror di serie b: ci sono i vampiri della title track, ci sono i fantasmi di Canzone d'amore spettrale e gli zombie de La fabbrica dei morti e de Il vero degrado è l'abitudine al vivere (cover creativa dei nostri fratelli grinder Ebola). Come facemmo per i supereroi di "Dreams for super-defeated heroes", abbiamo preso i mostri dei fumetti e li abbiamo scaraventati nel quotidiano, nell'ordinario, per spiegare quanto possa essere "mostruosa" la vita di tutti i giorni, soprattutto per chi come noi ha qualche problema di idiosincrasia rispetto al mondo che lo circonda. Il tema comune a tutti i pezzi é quindi la quotidianità, l'eterno ritorno dell'uguale, la routine dissanguante, vampirizzante appunto, che il Sistema impone.
Presto apparirà qua sopra una pagina deidcata al 7", con testi, mp3 ed altre info. Per ora accontentatevi del videoclip di Canzone d'amore spettrale...


[Tienimi per mano mentre pendo dall'abisso ed oscillo come lacrima sulla forca del destino: se lasci la presa sai, non sarò io a cadere, ma tu, ad essere risucchiato dal buio magnete che sorregge le stelle e stacca i sogni dalla testa degli uomini... che sorregge le stelle e stacca i sogni dalla testa degli uomini...].

01/10/11

[Free books for punx]
Giuseppe Bucalo - Sentire le voci. Guida all'ascolto (1998) e Intervista a John Nash (2003)
[Pep] “Sentire le voci - Guida all'ascolto” è l'ironico titolo del libro in cui il teorico anti-psichiatrico Giuseppe Bucalo ridisegna, inserendosi nell'orizzonte della battaglia contro lo Stato Terapeutico teorizzata da Thomas Szasz, le modalità della militanza antipsichiatrica nella direzione della fondazione di nuove declinazioni della soggettività detta psicotica, tali da operare socialmente quali dispositivi resistenziali nei confronti dei processi di normalizzazione identitaria. Il versante della fenomenologia psicotica su cui Bucalo vuole insediare le nuove formulazioni della soggettività che delinea, e le modalità relazionali atte a porle in essere, è quello dell'allucinazione uditiva, cui l'autore applica l'ottica della propria psichiatria post-terapeutica, in cui la soggettività psicotica si decostituisca da oggetto di procedure terapeutiche per autocostituirsi come soggetto di calibrate procedure autogestionali: dischiudendosi all'orizzonte pienamente politico e creativamente politicizzabile della mediazione tra modalità cognitive psicotiche (e correlati stili di vita) e la struttura sociale, con la sua architettura identitaria normalizzante. Quest'ultima è primariamente garantita da un'accezione comune di realtà tale da costituire il fondamento e l' intrascendibile perimetro delle relazioni sociali, e la cui condizione è il mantenimento di un regime soggettivo collettivamente omologo, la cosiddetta salute mentale.
Il libro di Bucalo, che guarda con molto favore alle tesi sulla mente bicamerale dello psicologo Julian Jaynes, si caratterizza pertanto sia per una rilettura critica della letteratura testimoniale dell'argomento (da “Il mio volo verso la libertà” di Eileen Caddy a “La stanza del silenzio” di Lori Schiller, passando per le testimonianze raccolte da studiosi come Romme ed Escher), sia per la presa in esame di diversi protagonisti del cristianesimo (da Teresa D'Avila fino allo stesso Gesù Cristo, disaminato da Bucalo, e il cui dialogo con Satana nel deserto è, ovviamente, facile da classificare come esempio di schizofrenia da manuale psichiatrico). Questi mistici cristiani sono soggetti le cui vicende personali e le specifiche circostanze sociali hanno portato la loro follia ad essere istituzionalizzata non nel manicomio e nelle sue squalificanti diagnosi di squilibrio psichico, ma nella Chiesa e nelle sue celebrative diagnosi di santità, ponendoli comunque sotto lo scacco di una radicale neutralizzazione e strumentalizzazione politica della loro soggettività deviante. E' pertanto evidente che la produzione seriale di “pazzi” di pertinenza della psichiatria si rivela indispensabile per la produzione seriale di “santi” di pertinenza del cristianesimo (per quanto si proponga come dichiaratamente od oggettivamente concorrenziale rispetto a questa), i quali si modellano e ruolizzano come tali nella necessità di sfuggire alla radicalmente svantaggiosa qualificazione identitaria psichiatrica, scegliendo la via della codificazione in direzione cristiana della propria soggettività ab-norme e del suo conseguente immiserimento parodistico.
L'orizzonte politico promosso da Bucalo rispetto all'esperienza dell'audizione di voci è al contrario quello della formazione, oggi già in atto nel mondo occidentale, di associazioni di auditori i quali elaborino un rapporto non obiettivante e non terapeutico con le proprie modalità sensoriali “psicotiche”, sospendendo la squalificazione psichiatrica di esse e la svalorizzazione aprioristica dei loro contenuti e orientandosi invece verso la loro gestione, inclusiva di una comunicazione e di una mediazione delle proprie esperienze nel più vasto alveo della società: tale modalità aggregativa è virtualmente esiziale sia per la superstizione cristiana che per quella psichiatrica,che trovano la fonte della propria esistenza e il proprio mezzo di sopravvivenza nella follia,e più in generale in qualsivoglia devianza psichica, e in sue specifiche modalità gestionali, rendendosi inattuabili le quali decadrebbero strutturalmente entrambe le superstizioni. E' peraltro una forma aggregativa che si caratterizza per tratti veramente sub-culturali, nel senso della produzione di modalità relazionali, codici valoriali, ma, ancor più radicalmente, orizzonti di realtà non socialmente garantiti. Accludiamo infine al testo di Bucalo la testimonianza di uno dei più noti uditori di voci, il matematico, Nobel per l'economia e studioso della teoria dei giochi, John Nash, di cui presentiamo un'intervista del 2003 (rilasciata a Piergiorgio Odifreddi) che ci rimanda la sua demistificante lettura della follia quale concetto puramente legale e il suo lucido e amaro sguardo critico sulla psichiatria.

>>> Download "Giuseppe Bucalo - Sentire le voci" in formato .pdf [ITA] (39 mb.)

30/09/11

[Free books for punx]
AA.VV. - L'antimaschio-Autocoscienza e liberazione del maschio (1982)
[Pep] Curato da Stefano Segre, “L'antimaschio” fu pubblicato, in anni in cui già risultavano evidenti le dinamiche del riflusso sociale (mentre la prima edizione era del 1977), con l'ambiziosa intenzione di convogliare in un unico volume il portato teorico più significativo di circa un decennio di azione politico-culturale dei movimenti internazionali di liberazione maschile (ravvisanti la loro modalità operativa nell'importare all'interno di aggregazioni politiche integralmente maschili, costituite per lo specifico scopo, i dispositivi critici e le strategie relazionali elaborati dai movimenti femministi e di liberazione gay, facendoli agire da fattori disgreganti degli assetti identitari patriarcali). Il tentativo di rilanciare nel contesto italiano questa modalità radicale di mobilitazione politica maschile era destinato ad un prevalente fallimento: i movimenti di liberazione maschile, pur non scomparendo, cominciarono negli anni immediatamente successivi ad affievolirsi fatalmente, in concomitanza con l'offuscamento di una coscienza critica femminista puntuale e sistematica.
Ed è proprio per questo che il volume che il Kalashnikov Collective Headquarter presenta ai propri lettori è senza dubbio da situare temporalmente ma non è affatto datato: alcune delle affermazioni che Segre propone nella sua lucidissima introduzione, cui fanno riscontro i molti documenti militanti presentati, risultano addirittura più attuali oggi di quanto lo fossero allora. Al riguardo si pensi alla messa a fuoco dell'idea-chiave dei movimenti di liberazione dell'uomo, ovvero la necessità politica di sottrarsi definitivamente alla doppiezza incongruente e ingannevole dell'atteggiamento maschile verso il femminismo, consistente da un lato nell'aderirvi con entusiasmo senza riserve, facendosi oggetti passivi dei suoi processi critici, e dall'altro nell'osteggiarlo con pregiudizio e fanatismo, attraverso l'attivazione sottesamente correlata di due attori apparentemente diversi, il maschio progressista e “illuminato” e quello retrivo e conservatore : è invece l'iniziativa maschile di farsi operatori attivi dei processi di metamorfosi sociale e antropologica innescati dall'offensiva femminista che può invalidare questa strategia maschilista della falsa alternativa (che abbiamo evidenziato quale strumento atto a eliminare non tanto il processo di liberazione femminile, ma, più radicalmente e inavvertibilmente, la possibilità stessa del suo inveramento definitivo, operando attraverso l'interdizione, direttamente agibile, dei processi di emancipazione maschile). Esibendo una sofisticata e puntuale autoconsapevolezza, riconducibile all'erosione sessantottina delle barriere tra la sfera personale e quella politica, Segre mette a fuoco i vari tratti dell'assetto identitario maschile (con riferimenti alle pensatrici femministe, da Shulamith Firestone a Simone de Beauvoir, da Luce Irigaray a Serena Nozzoli, fino a Elena Gianini Belotti, come al cruciale teorico anti-psichiatrico David Cooper, colto nel risvolto anti-familista della propria riflessione), denunciandone il fondamentale carattere di artificio sociale, di cui decostruisce ed attacca l'imperniarsi sull'ideologia lavorista con i correlati risvolti competitivi (oggi grandiosamente rilanciata sulla base della mistificatoria e moraleggiante categoria del “merito”, oggettivamente e intenzionalmente atta a produrre ad ogni livello la marginalizzazione e il fraintendimento della competenza professionale). Segre sottolinea anche lo strutturarsi progressivo degli uomini in quanto tali in seno all'arcaico proscenio teatrale della famiglia (fatta oggi oggetto di amore maniacale da parte degli estimatori dei vari Family Day e non di rado ri-proposta quale vettore virale di normalizzazione anche propugnandone modalità alternative): di qui, fra l'altro, la sessualità maschile (avente nello stupro il proprio portato più compiuto), orientata a manifestare potenza prestazionalmente, con l'attivazione conseguente del grottesco stigma dell'impotenza (oggi tradottosi e rigeneratosi nei termini della coazione sociale alla terapia di quest'ultima).Altrettanto sottolineata è la strutturale, complice alleanza tra gli uomini, intrisa di feroce competitività, e fondata sulla modalità repressa dell'omosessualità, alleanza divenuta col tempo più forte ed operativamente aggressiva, in seguito alla crescente affermazione sociale della donna. Alla disamina di Segre fa seguito l'antologia dei movimenti di liberazione maschile che prende in considerazione, senza pretese di esaustività, la scena di Stati Uniti, Gran Bretagna, Italia e Germania.
Muovendosi tra la critica femminista della soggettività maschile e il progetto di erotizzazione esplicita delle relazioni tra uomini mutuato dalla riflessione gay, si dipanano le varie proposte: partendo dalla situazione esemplare degli Stati Uniti, con i Men against Sexism (“In un rovesciamento del vecchio racconto biblico, il movimento di liberazione degli uomini nacque dalla costola di una donna, dal movimento di liberazione femminista”, scrive con lucida radicalità il loro esponente Russ Rueger) e gli Effemministi Rivoluzionari (il movimento ginecocentrico, gay ed eterosessuale, mirante, nell'ottica della restaurazione degli antichi matriarcati, a trasferire alle donne il potere politico e sociale nella sua globalità, e la cui rivista, “Double- f: a Magazine of Effeminism”, era apprezzata anche da una pensatrice lesbo-femminista quale Mary Daly). Si passa poi alla nebulosa dei movimenti britannici e alla composita situazione tedesca,fino a quella dei “femministi” italiani, reattivi rispetto ai modelli di militanza proposti/imposti dal Partito Comunista.
Così infine Stefano Segre, sottolineando, in implicita convergenza con Monique Wittig, come la soggettività maschile costituisca il perno e il fondamento di ogni possibile discriminazione e confermando, con l'attualità delle sue parole, quanto insufficientemente lo stesso mondo occidentale sia cambiato da quel ( lontano?) 1982: “Emarginiamo la donna, gli altri uomini li combattiamo, sottomettiamo i figli. Non c'è che dire: una vita felice, gratificante, piacevole. Non mendichiamo compassione, non ha senso. Essere maschi è a tutt'oggi, malgrado tutto,ancora gratificante. Sicuramente più che essere donna, omosessuale, negro, pazzo e così via.”

>>> Download AA.VV. - L'Antimaschio in .pdf [ITA] (11 mb.)

23/09/11

[Cd-r from the world - 10]
HORROR VACUI (dark rock, Italy) - Black rivers promo (2011)
[Puj] Nuova raffica di cd-r, questa volta frutto di una recente trasferta finlandese. A Jyvaskyla, abbiamo intercettato una data del tour estivo degli amici Kontatto e Koppa mi ha regalato il demo degli Horror Vacui, dark-punk band di stanza a Bologna, formata da alcuni noti personaggi della scena crust/h.c. locale: dietro al monicker di Henry Flat Fields si nasconde Enrico, batterista dei Sumo, mentre Lo Sceriffo (the Sheriff) al microfono é naturalmente Koppa (in versione Jim Morrison). Alla chitarra c'é invece la mitologica Marziona (batterista di Kontatto e Campus Sterminii).
La confezione é essenziale e la registrazione casalinga (realizzata all'Atlantide Occupata di Bologna), ma l'insieme funziona: prestando attenzione si può percepire lo sbattere d'ali dei pipistrelli, annusare il profumo della nebbia sulle rive del Tamigi e udire in lontananza il frastuono delle discoteche bat-cave ultra-kitcsh dei sobborghi londinesi... beh, l'immaginario c'é tutto, grazie anche ai suoni che evocano i vecchi gruppi gothic pre-metal e pre-ebm (Specimen e Alien Sex Fiend, soprattutto, ma anche i primi Sister of Mercy); le canzoni hanno una solida struttura rock, ma con inflessioni pop-romantic da tormentone autunnale. Insomma: anche i crusties hanno un cuore, sebbene infranto...

>>> Download HORROR VACUI cd-r promo in .mp3 (.rar - 36 mb.)

[Cd-r from the world - 11]
RAJAT (Anarcopunk, Finland) - 7traks demo (2011)

[Puj] Nella nostra vacanza finlandese non doveva mancare una tappa a Tampere, dove vive ormai da qualche anno mister Andrea Bonini, amico e chitarrista dell'anarcopunk band italiana Anxtv. In terra finnica Andrea, insieme alla compagna Katri (voce dei crusties locali Rakkaus)
, Jukkeli (cantante dei Sotatila) e l'ottimo batterista Jukka, ha dato vita ai Rajat, una band dark-crust che abbiamo visto esordire live proprio l'agosto scorso sul palco del Vastavirta di Tampere. I Rajat (che in finlandese significa "confine", "limite") suonano h.c. macilento ai limiti del crust e vantano un'ottima amalgama per essere assieme solo da qualche mese! Il cd-r é confezionato in un artwork del sempre notevole Bonini, il cui stile si avvicina a quello dell'altrettanto notevole Nick Blinko dei Rudimentary Peni, band anarcopunk inglese degli '80. Non sapete chi é Nick Blinko? Apriamo una parentesi: anche se molti non lo sanno (compreso lui stesso) Blinko é uno dei più significativi artisti punk, riconosciuto oggi come esponente della cosiddetta "outsider art" o "art brut", definizione con il quale si indicano quesgli artisti che operano del tutto al di fuori delle norme estetiche e stilistiche convenzionali. Il termine "art-brut" fu coniato da DuBuffet con particolare riferimento alle opere dei degenti dei manicomi. Anche Nick Blinko soffriva in effetti di un distrubo schizoaffettivo e fu ricoverato per un lungo periodo in una clinica psichiatrica. Le sue "opere" più note non sono altro che gli artwork dei dischi dei Rudimentary Peni. Tornando ai Rajat... beh, non rimane che scricare il demo da qua sotto!

>>> Download RAJAT 7tks. demo in .mp3 (.rar - 29 mb.)

[Cd-r from the world - 12]
TRIBE 84 (post-punk, Italy or Finland?) - Unreleased 5tks. demo (2011)
[Puj] Nei lunghi e rigidi inverni finlandesi trascorsi tappati in casa non resta altro che procurarsi un otto piste digitale e registrare i dischi da soli. Così ha fatto il nostro punk spezzino che oggi vive a Tampere: Andrea Bonini degli Anxtv ci propone cinque pezzi di post-punk esistenzialista dai toni pacati.
Il suono minimale e la disperazione controllata evocano naturalmente i Joy Division, ma la batteria elettronica conferisce all'insieme uno strano appeal dance! Chi crede che la Finlandia non sia in sintonia con le atmosfere depressive, apatiche e post-industriali del post-punk si sbaglia: le città finlandesi, con le loro case bianche ed asettiche, un po' sovietiche e il cielo perennemente plumbeo sono davvero lo scenario ideale per questo tipo di musica!
I testi sono frammenti auto-biografici, ispirati a momenti di vita quotidiana. Suggestivo il sound scarno con la chitarra ubriaca che ricorda (come lo stesso autore mi ha suggerito!) il buffo disco new-wave ("Second empire justice") della Oi-band inglese Blitz...

>>> Download TRIBE 84 Unreleased demo in .mp3 (.rar - 31 mb.)

14/09/11


Kalashnikov collective live @ Cascina Torchiera (Milano, Italy) 10/9/2011 [+ Descrenca Absoluta + Tetano + Ultimogiro]. Quale domani, quale futuro? (Wretched)

29/08/11

[Free books for punx]
Jacques Bergier - La Cospirazione Pugwash (articolo, 1967)
[Puj] In questi giorni il vero incubo della borghesia occidentale è quello della recessione: la catastrofe si declina nel tracollo dell'illusione capitalista di un benessere infinito. Ma questa, cari feticisti dell'apocalisse, è una catastrofe alla moda! Noi continuiamo ad appassionarci alle ben più avvincenti paranoie vintage. Dissotteriamo quindi questo articolo pubblicato nel 1967 sulla rivista francese Planéte: l'isteria nucleare era al suo apice, così come la tensione tra le superpotenze USA-URSS. Il mondo era sull'orlo di una guerra senza ritorno? Certo che sì, annuivano i futurologi più ottimisti. Gli scienziati, per contribuire da par loro all'isterismo collettivo, si cimentavano in avventurosi calcoli su quali potessero essere gli effetti di una bomba atomica di 10 megatoni sganciata sul centro di una grande città, ad esempio Londra: "L'esplosione a due chilomteri sopra Trafalgar Square, annienterebbe Londra. Il centro della città sarebbe ridotto in polvere. Al di sotto si alzerebbe una colonna di fuoco alta due chilometri, larga quaranta. Un uragano si scatenerebbe tutt'intorno. I depositi e le condutture di gas, le stazioni di benzina esploderebbero. L'aria dei rifugi sarebbe verrebbe aspirata e sostituita da ossido di carbonio, mortalmente tossico. In un raggio di ottanta chilometri tutti resterebbero accecati. Un ordigno megatonico devasta approssimativamente 20.000 chilomteri quadrati. Ne occorrerebbero dunque ottocento o mille per distruggere l'Unione Sovietica". La domanda che si ponevano gli scienziati coinvolti, all'epoca della Guerra Fredda, nelle ricerche sull'atomo era: "La scienza sta diventando una minaccia per l'umanità?". Per uscire a testa alta da questo imbarazzante quesito due illustri scienziati degli anni '50 Albert Einstein e Bertrand Russel sottoscrissero un manifesto rivolto ai colleghi: "Ricordatevi della vostra umanità e dimenticate il resto. Se riuscite a farlo, la via di un nuovo paradiso é aperta, se no è la morte universale".
Queste parole furono all'origine di un movimento noto con il nome di Pugwash (dal nome della località nella quale si svolse il primo incontro ufficiale) animato da scienziati promotori del disarmo totale delle nazioni. Questo più o meno quello di cui si parla in questo breve ma roboante articolo, che trasuda paranoia ad ogni virgola. Un must per voi appasionati del catastrofismo old school.

>>> Download "La cospirazione Pugwash" in .pdf [ITA] (3,40 mb.)


[Le operose bidelle del Museo Atomico di Sarov (Russia) intente a tirare a lucido un modello della Bomba Zar, la più potente arma nucleare mai sperimentata: oltre 4000 volte più distruttiva della bomba di Hiroshima, fu sganciata dai sovietici nel 1961 sull'isola di Novaja Zemlja, nell'estremo nord russo...]

24/08/11

[Free music for punx]
ATRA PESTIS - "Nessuno uscirà vivo di qui..."
[Sarta] Ahhh, fine agosto...la città sbadiglia e si ripopola di automobili, di gente che va al lavoro e sclera per il parcheggio, con l'aria condizionata a manetta che li tiene al sicuro dalla caldazza. E noi, luridi punx che l'aria condizionata non ce l'abbiamo, cosa possiamo fare per salvarci da questo afoso e deprimente scenario? Andare in montagna a fare un giro? Ma no! C'è un rimedio molto più efficace: un disco black metal! Lo scorso anno vi propinai "Il Segreto della vita" (qualcuno, a parte il mio amico Marky, l'ha poi ascoltato?) questa volta invece vi rifilo una cosa che ho fatto diversi anni dopo: si tratta della one-man band "Atra Pestis", il cui disco "Nessuno uscirà vivo di qui..." è un mini-concept black metal dotato di una "confezione" questa volta decisamente più professionale (quasi troppo) in cui il vostro baldo Sarta scrive, suona e - udite udite! - canta, tutto da solo. Avevo appena comprato la nuova scheda sonora del computer e, per provarla un po', ho registrato in casa questi pezzi, che più o meno avevo in canna da qualche tempo, ispirati al black metal degli anni '90, quello dei primi Emperor e Limbonic Art. Nei testi però, invece di parlare di Satana e Odino come un babbeo black-metal col cerone sulla faccia, ho inserito delle liriche che parlano di tematiche eco-radicali ed esistenziali a tinte fosche, cercando di costruire un'atmosfera oscura e disperata, come di una fine imminente. Inoltre, rispetto al sound dei gruppi citati, i pezzi di Atra Pestis sono dotati di un songwriting più lineare e compatto: ho sempre pensato che se quei gruppi avessero fatto dischi più asciutti, con meno divagazioni e canzoni più corte, avrebbero fatto degli autentici capolavori. Ma invece hanno preferito infarcire i pezzi con riffoni di chitarra o ripetendo strofe un po' loffie fino all'eccesso, togliendo a volte quella magia che è fatta di cose essenziali. Comunque, a parte queste mie futili divagazioni, per completare il tutto ho poi chiesto al Don di scrivermi un'introduzione come facevano sempre i gruppi black metal di quegli anni (in pochi lo sanno, ma il Don è maestro supremo di intro). Lui, professionalissimo, mi ha composto in un battibaleno quest'articolata melodia gotica, un po' primi Cradle of Filth, che funziona perfettamente. Nel link qui sotto potete scaricare le canzoni complete di artwork e testi. Cito dall'interno del libretto: "Atra Pestis significa “peste nera”: è un morbo terribile, che prolifera rapido e non lascia scampo. E’ come l‘uomo: si diffonde, consuma e logora le risorse dell’organismo che lo ospita fino al sopraggiungere della morte".
Bello, eh? Beh, insomma, dateci un'ascolto e poi ditemi. E con questo, fino al prossimo agosto, sarete salvi da altri miei oscuri progetti paralleli....

>>> Download "Atra Pestis - Nessuno uscirà vivo di qui" .rar (37 mb)