17/08/09

[Cold-war era files - part 1]
IF THE BOMB FALLS (audiolibro - U.s.a. 1958)
[Puj] A qualche anno dalla tragedia di Hiroshima e Nagasaki, esce negli U.s.a. questo buffo audiolibro che spiega alla popolazione come comportarsi in presenza di un bombardamento atomico. Gli americani erano letteralmente ossessionati dalla bomba atomica e dall'eventulità di un conflitto nucleare. Loro, che sono stati gli unici nella storia dell'umanità ad un utilizzare in guerra la bomba atomica!
If the bomb falls è corredato da un libretto illustrato che dà indicazioni su come ovviare ad uno sgradevole fenomeno legato all'esplosione nucleare: il fall-out, ovvero la ricaduta del materiale radioattivo prodotto dall'esplosione sotto forma di cenere e pulviscolo; una nevicata di scorie che può durare un periodo variabile tra le 6 e le 36 ore.
A partire dal terrorismo sul fall-out si scatenò la moda del rifugio anti-atomico in giardino, che tante famiglie americane si fecero costruire, proprio come If the bomb falls consiglia. Nel 1961 il Presidente Kennedy lancerà il Community Fallout Shelter Program per sensibilizzare la popolazione in merito all'importanza del rifugio anti-atomico. L'11 settembre e la propaganda sulle armi biologiche di distruzione di massa hanno ridato vita alla moda dei rifugi, tanto che negli Stati Uniti la vendita di rifugi prefabbricati da giardino ha avuto un boom (è proprio il termine giusto!) negli ultimi anni, con grande gioia delle case costruttrici di queste attrezzature da campeggio post-atomico. Un business sottovalutato dalle nostre parti...

Comunque sia, in caso di effettivo conflitto nucleare vi sconsiglio di seguire le istruzioni di If the bomb falls (che potete scaricre da qua sotto, audiolibro e opuscolo compreso) perché sono del tutto demenziali, e soprattutto perché, quando esploderà la bomba... moriremo tutti!

>>> Download "If the bomb falls" LP in mp3 + book (.rar - 39 mb.)
[Cold-war era files - part 2]
ATOMIC WAR n.1 (fumetto - U.s.a. 1952)
[Puj] I fumetti americani degli anni '50 sono imbattibili per stramberia: una riserva inesauribile di folle divertimento, storie sconclusionate e paranoie assortite! Questo "Atomic War" (di cui, che io sappia, sono usciti tre numeri tra il '52 e il '53), non fa eccezione, anzi è davvero assurdo. Rischierebbe di confondersi in mezzo alle innumerevoli testate bellico-avventurose del periodo, se non fosse per una peculiare caratteristica: racconta solo vicende legate ad un prossimo, imminente conflitto atomico.
Le tre storie raccontate nel primo numero hanno una struttura molto simile: mentre l'occidente è tutto proteso nel tentativo di garantire un futuro pacifico all'umanità, i russi imbrogliano tutti e sganciano a sorpresa le bombe nucleari sulle città degli Stati Uniti, scatenando la gioiosa ed eroica controffensiva americana, che ben presto spazzerà via il comunismo dal pianeta Terra. I russi , naturalmente vengono sempre dipinti come individui moralmente (ed esteticamente) meschini. Alla fine del primo episodio una didascalia si rivolge al lettore, suggerendogli di andare a riuguardare le vignette che raffigurano le città americane ridotte in rovine e a pensare che, oggi più che mai, solo "un'america forte può scongiurare tutto questo!". Un richiamo patriottico che va compreso alla luce della diffusissima paura rossa: l'ossessione che negli U.s.a. si nascondessero migliaia di comunisti o simpatizzanti sovietici pronti a macchinare e congiurare per sovvertire il governo democratico.
Le storie di Atomic War, per quanto sbilenche, dipingono scenari che le nazioni della terra si sono trovate più volte ad ipotizzare nel corso della guerra fredda, benché un attacco con armi nucleari da parte di uno o dell'altro schieramento avrebbe di fatto decretato la totale distruzione di entrambi, ingenerando una apocalisse atomica; su tale ipotesi si basava la teoria della Distruzione Mutua Assicurata (MAD) che si diffuse in questi anni negli ambienti politici e militari; teoria che, nella sostanza, si occupò di dimostrare l'assurdità di un attacco con armi atomiche nei confronti di un nemico dotato delle medesime armi, con benefiche conseguenze per le strategie militari delle parti in causa. Questo non impedì comunque ad U.s.a. e U.r.s.s. di lanciarsi, a scopo di deterrente, in una folle corsa agli armamenti che mantenne per decenni il mondo entro un sano e simpatico equilibrio del terrore. D'altronde "...solo un'america forte può prevenire una... guerra atomica!".

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[Cold-war era files - part 3]
IS THIS TOMORROW? AMERICA UNDER COMMUNISM (fumetto - U.s.a. 1947)
[Puj] Quest'ultimo reperto è sicuramente il più noto documento propagandistico risalente agli albori della guerra fredda (lo si trova anche in qualche libro di storia), ma anche il più genuinamente assurdo: un opuscolo a fumetti pubblicato nel '47 da un'associazione cristiano-evangelica americana (la Catechetical guild education society) per mettere in guardia la popolazione degli Stati Uniti sulla possibilità di una deriva comunista della nazione. Si intitola "Questo è il domani? L'America sotto il comunismo" e ipotizza, in ogni dettaglio (è una palla lunga ben 48 pagine), l'ascesa del comunismo in America, enumerandone le catastrofiche, drammatiche conseguenze per i cittadini e per il consorzio civile tutto. Naturalmente, la narrazione non lesina su nessuno dei luoghi comuni più o meno fondati sulla Russia di Stalin, dipingendo i comunisti come diabolici cospiratori, assassini sanguinari che non si fanno scrupoli a gettare la popolazione nella fame più nera per attuare i diabolici programmi di sovietizzazione della nazione.
Pubblicato nel '47, "Is this tomorrow?" anticipa un decennio in cui la cosiddetta red scare (paura rossa) toccò picchi estremi, grazie ad una incredibile politica inquisitoria messa in atto da alcuni rappresentanti del governo americano, tra i quali spiccò il senatore Joseph McCarthy (un'epoca che, dal nome del suo protagonista, passò alla storia come "maccartismo"). Tuttavia, McCarthy fu solo il più feroce degli inquisitori che nei primi anni '50 additarono politici, giornalisti, uomini di spettacolo (e chiunque altro capitasse a tiro) di simpatie sovietiche, ingenerando un paradossale clima da caccia alle streghe.
Tornando a Is this tomorrow?, riporto alcuni stralci assolutamente esilaranti della prefazione: "Is This Tomorrow è pubblicato con uno scopo: FARTI PENSARE. Per farti stare ancora più allerta contro la minaccia del comunismo. Oggi, approssimativamente 85.000 membri del partito comunista vivono in America. Questa gente lavora segretamente giorno e notte per sovvertire il TUO GOVERNO! L'Americano medio è pronto a dire: "No, non può accadere qui". Milioni di persone nelle altre nazioni erano soliti affermare la stessa cosa. Oggi, queste persone sono morte o vivono sotto la schiavitù del comunismo. CIO' NON DEVE ACCADERE QUI!".
L'albo si chiude con il decalogo dell'anti-comunista: "Combatti il comunismo con i Dieci Comandamenti della Cittadinanza!". Se volete sapere quali sono, scaricatevi Is This Tomorrow da qua sotto, in versione integrale!...

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06/08/09

[Free music for punx]
N.A.O.P. (Noisy Act of Protest) (Apocalyptic-thrash, Holland) - New Age of Politics (Shark rec. 1993)
[Puj] Nel disperato tentativo di trovare qualcosa di rinfrescante da ascoltare in questo agosto torrido e di merda, mi è volata in testa una pila di cd polverosi. Quello che mi ha fatto più male è stato il cd dei misconosciuti Noisy Act Of Protest (N.A.O.P.) di cui non sospettavo più nemmeno l'esistenza. Ascoltandolo, non mi ha rinfrescato granché. Mi ha però riportato indietro nel tempo di 16 anni, ovvero nel 1993, anno in cui lo acquistai nella solita bancarella dei dischi scrausi.
I N.A.O.P. erano olandesi e suonavano barbarico trash-metal politico, roba davvero vintage. Metà di loro aveva l'aspetto di punx con la cresta, l'altra metà di metallari very very sudici. Insomma, quello che un tempo si chiamava crossover!
Il sound della band non sarebbe nulla di originale, ma grazie ad
una regsitrazione brutta e sbagliata, risulta assolutamente figo: la batteria suona come quella dei dischi di Bon Jovi! A parte gli scherzi; intro sinfonico-apocalittiche pre-black metal, drumming tiratissimo, pezzi di telegiornale, effettacci ultra-militant, melodie paranoiche, cori growl, e pure qualche pezzo reppatino... Per non parlare del finale con uno che russa! Che cosa chiedere di più? Benvenuti alla Fine del Mondo! Come se fosse capitata nei primi anni '90 ovviamente, oggi sarebbe diversa...
La tentazione è tanta, ma vi riporto solo il testo di "Age of Conquest": "Petrolio nel mare e inquinamento nell'aria / Alberi che muoiono da tutte le parti, non è giusto... / Gente con il cancro / Cibo nucleare / è un nostro stesso sbaglio, e la gente muore... Cammino lungo la spiaggia e che cosa vedo? Un sigillo di morte davanti ai miei occhi. Loro ne macellano a centinaia per la loro pelliccia / Scotennati vivi per la gente con i soldi / Uccidere per soldi, una malattia umana / la natura viene violentata, un nuovo mondo avanza... Un'età di conquista! Guardo la TV e che cosa vedo? Un disastro nucleare davanti ai miei occhi!".
Beh, capolavoro e disastro insieme.

>>> Download N.A.O.P. "New age of politics" in mp3 + artwork (.rar - 72 mb.)

01/08/09

[Free books for punx]
ANGOSCIA ROCK - il racconto
[Puj] "Luridi ratti di fogna, vi racconteremo una storia. Una fanta-storia punk animata da laceranti sussulti d'amore e da irresistibili tensioni di morte, che vi trascinera' per le strade sudice e malfamate del Nostro Imminente Futuro. Una storia ambientata nel Regno della Paranoia e dell'Alienazione. Una storia natalizia a tempo di angoscia-rock. Shakerate un cocktail di chiodi e veleno per assaporarlo comodi sull'orlo dell'abisso, con le gambe penzoloni. Ed iniziate a leggere...".

Questo l'esordio del racconto di 32 pagine che costituiva il booklet del nostro 7" "Angoscia-rock". Il contenuto musicale del disco è da tempo disponibile sul web, ma il racconto fin ad ora non lo era. Cogliendo quale occasione la recensione del 7" sulla web-zine Punk4Free, abbiamo pensato di rendere il testo liberamente/gratuitamente reperibile in formato .pdf. Quindi, se vi va, cliccando qui, potrete leggere il parere di Joel sul disco e, cliccando qua sotto, scaricare un pacchetto .rar che contiene disco e racconto. Let's go!


>>> Download KALASHNIKOV "Angoscia-rock" 7" in .mp3 + Angoscia-rock NOVEL [32 pagg., sorry, in Italian!] in .pdf (via Punk4Free)

06/07/09

[Free music for punx]
GANG OF FOUR (post-punk, Leeds, U.K.) - Damaged goods (Fast Products, e.p. 1978)
[Puj] Ripescare Skank Bloc Bologna degli Scritti Politti, mi ha riportato alla mente un altro
storico singolo di post-punk marxista: Damaged goods, prima uscita discografica dei Gang of Four, Leeds, U.K. Parlare di queti dischi è sempre divertente, perché sono pieni di trovate concettuali, grafiche e musicali che oggi tanti gruppi D.I.Y. potrebbero prendere ad esempio: invito pertanto anarco-punx e crusties integralisti a deporre le fette di prosciutto (o di seitan, se vegani) dalle orecchie e ad ascoltare attentamente...
I Gang of Four nascono a Leeds nel 1977. Periodo pre-Thatcher, un gran casino di scioperi, manifestazioni e recessione galoppante. All'università sono tutti di sinistra, ma con le idee, per fortuna, confuse: un po' di Marx, di Mao, un po' di Adorno, di Marcuse e tanti fumetti, tutti frullati insieme in un cocktail inebriante.
Gang of four fa riferimento alla Banda dei Quattro,
gruppo di politici dissidenti della Cina post-maoista, condannati a morte dal regime. Il nome è semplicemente una suggestione e fa capire quanto il riferimento al mondo socialista fosse per i Gang of Four, come per tante altre band del periodo, un fatto prevalentemente estetico o spesso solo provocatorio, aldilà delle effettive posizioni politiche sinistrorse dei musicisti. I Gang of Four, infatti, non erano militanti seriosi e tromboni, ma studenti un po' anarcoidi che trascorrevano più tempo al pub che in università (erano celebri come bevitori di birra da competizione).
Quando si trattò di mettere insieme il packaging del loro primo singolo la band scrisse una lettera a Bob Last della Fast Products (indie label di Edimburgo che li aveva messi sotto contratto) alla quale allegarono la fotografia di un matador alle prese con un toro e precise istruzioni per assemblare il tutto: "Caro Bob, qui dentro trovi una fotografia che ci piacerebbe sia sul singolo. Il matador dice: "Lo sai, siamo entrambi nel business dell'intrattenimento, dobbiamo dare al pubblico quello che vuole. A me non piace fare questo, ma guadagno il doppio che lavorare dalle nove alle cinque". Il toro dice: "Penso comunque che dobbiamo prenderci la responsabilità delle nostre azioni" [...]. La foto può essere ritoccata per essere meglio riproducibile. Non vogliamo insistere su questa foto, sono le parole ad essere importanti!. Se hai una foto che per te è meglio ok, ma telefonaci prima...".
La band proponeva quindi un giochino di detournement con intento critico nei confronti dell'industria del divertimento e delle crudeltà ad essa collegate. Semplice, ma efficace. Bob però, si fece beffe delle velleità avanguardistiche del gruppo e ordì un contro-detournement che li doppiò in curva. Pubblicò infatti, sul retro del singolo, la foto del matador con la lettera di istruzioni della band, esattamente come gli erano state recapitate! I Gang volevano mettere alla berlina le logiche di profitto, spietate ed individualistiche, che guidano le azioni degli esseri umani nella società dei consumi, lui decise di svelare il loro piano, mettendo alla berlina i meccanismi sottesi alle loro pratiche. Una storiella davvero divertente. Naturalmente, i quattro di Leeds non la presero bene. Ovvero s'incazzarrono a morte.
Detto questo, "Damaged Goods" è una versione acerba del sound di Entertainment! (1979) primo album della gang, capolavoro indiscusso di funk-punk che, senza tanto clamore, ha influenzato tutto il rock degli ultimi 30 anni (esagero?). Dai tre pezzi (tormentate canzoni d'amore nella società scissa ed alienata in cui viviamo) emergono comunque le caratteristiche peculiari del sound della band: anarco-punk scarno, pieno di vuoti, riff di chitarra nervosi e andamento un po' robotico...

>>> Download GANG OF FOUR "Damaged Goods" 7" e.p. in mp3 + art (.rar - 13 mb.)

24/06/09

[Free music for punx]
EBOLA (Ultra-core bastards, Brescia, Italy) – Il vero degrado è l’abitudine al vivere (cd-r 2008)
[Puj] Nella prima puntata del nostro improbabile programma radio (vedi sotto) abbiamo intervistato i grandi Ebola, che si autodefiniscono ultra-core bastards e provengono dalla provincia di Brescia, Valcamonica compresa. Con la coincidenza del concerto milanese dei Tragedy, Marky e Dani sono passati agli studi di Radiocane (una stanza buia in un negozio occupato) ed assieme ad un signora ubriaca che passava di lì si sono sottoposti alle domande mal formulate da me, Sarta e Martin degli RFT. Risultato: una dozzina di birre Moretti evaporata nel giro di mezz’ora.
Vabbé, comunque sia, Gli Ebola sono dei fighi e suonano crust/grind a bassissima fedeltà, sulla scia dei primissimi Cripple Bastards, senza basso e con grandi testi sociologici, del tipo: “Nell’eccesso trovi l’insicurezza di base della gente” o “Strada spianata da luoghi comuni che ti porta a non essere te stesso” oppure ancora “Ricordi quando potevi ridere? Ricordi quando provavi piacere? No, non è mai successo”. Citazione obbligatoria per il testo di “Sangue Alieno”: “Una mutilazione che sputa fuori un potente corrosivo”.

Il loro cd-r fotocopiato dal titolo “Il vero degrado è l’abitudine al vivere” è un vero anti-capolavoro di rumore spacciato per musica, dolce nettare per le mie orecchie sudate. Ci pensano gli stessi Ebola a presentare il disco nel retrocopertina, un manifesto commovente: “Questa autoproduzione è volutamente lercia, istintiva, cavernicola. Registrata praticamente in presa diretta con un mangianastri coperto da un panno. Questo disco è volutamente sporco, primordiale. Senza nascondersi dietro a illusioni artefatte e comode abitudini che sono sinonimo di apatia e corrosione mentale: senza nascondersi dietro a schemi piatti che sono segno di una realtà che accumula ricchezze per inerzia e tradizione. Una realtà che si illude di lasciare il degrado fuori dalle mura domestiche. Ma il vero degrado, nasce, cresce e si consuma dentro quelle mura, dentro gli uffici dove l’essere umano/insetto si nutre di normalità e di appiattimento della quotidianità. Il vero degrado è nelle finte scelte pilotate, nell’allucinazione di un salotto pulito, nella vuota adorazione di un vestito, di un oggetto, di un ruolo. Il vero degrado è nelle menti abituate al buio, nei cervelli atrofizzati, nell’accettazione incondizionata. Il vero degrado è il funerale delle idee, il vero degrado è l’abitudine al vivere”.

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>>> Download EBOLA “Il vero degrado è l’abitudine al vivere” cd-r in mp3 (.rar - 16 mb.)
[We talk about...]
CIBO PER CANI!
[Sarta] "E' da qualche tempo che il collettivo Kalashnikov ha intrapreso un'audace collaborazione con Radiocane, un'agguerrita webradio di controinformazione militante. Per ora, la neonata webradio trasmette "striscie" di informazione dedicate a fatti di cronaca antagonista, tuttavia aspira a costituirsi come lu0go d'incontro e spazio aperto a nuove mirabolanti sperimentazioni. Quando il buon Giuliano, nostra cara vecchia conoscenza dai tempi eroici del C.S.O.A. Garibaldi, ci ha incoraggiati a partecipare al progetto con una trasmissione musicale, ci siamo chiesti se la cosa potesse avere un senso, non tanto per noi, che comunque siamo in grado di divertirci anche nelle situazioni più impervie, quanto per il mondo là fuori... Un programma radio musicale nell'era dei social network, del download selvaggio, dell'overdose di musica gratuita, del tripudio dei blog e dell'internet 2.0 dove quello che vuoi te lo fai da solo e chi si è visto si è visto... beh, chi se lo cagherebbe???
E' nato così "Cibo per Cani": in ogni puntata troverete una bands e/o collettivo con cui chiacchierare e di cui sentire musica, parole e concetti...mezz'oretta e via, avanti un altro...
L'intento è di proporre, puntata dopo puntata, una foto d'insieme della scena gravitante attorno alla fetida metropoli milanese, una sorta di audio-documentario che tramandi ai posteri gli umori e i rumori di ciò che siamo (e siete) stati.
Pertanto, fatevi un giro su Radiocane e scaricatevi Cibo per Cani, se non altro per ascoltarvi i grandi Ebola, (ultra-core bastards dalla Valcamonica) che sono protagonisti della prima succosa puntata...
PS: Naturalmente, se qualcuno volesse essere intervistato nel programma, si faccia avanti..."

>>> Download Cibo per Cani RADIO SHOW - 1° puntata: Ebola (.mp3 - 35 mb)

15/06/09

[Free music for punx]
SCRITTI POLITTI (art-punk, U.k.) - Skank Bloc Bologna (d.i.y. 7" - U.k. 1978)
[Puj] Oggi mi è venuta voglia di parlare degli Scritti Politti, un buffo gruppo pre-punk marxista.
La band nasce nel 1977 in un appartamento occupato della periferia nord di Londra. Green Gartside (chitarra e voce), Tom Morley (basso) e Neal Jinx (batteria) sono tre giovani comunisti, attivi in organizzazioni politiche locali e belli convinti, come solo all'epoca si poteva essere. In linea con le proprie convinzioni, scelgono un nome assurdo, che è la storpiatura degli "Scritti Politici" di Antonio Gramsci.
La band è in realtà un collettivo che trascorre giorno e notte a discutere di filosofia, politica, cazzate e musica, più che a suonare: gli Scritti infatti comprendono oltre ai tre musicisti molti altri elementi che non suonano, ma offrono un apporto teorico al progetto e sono considerati componenti della band a tutti gli effetti.
Nel 1978 gli Scritti pubblicano il loro primo e.p. dal suggestivo, quanto enigmatico, titolo di Skank Bloc Bologna: "skank" evoca il mondo del reggae e della musica nera (nella Londra di quel periodo era una allusione molto cool), "bloc" il concetto gramsciano di blocco storico e "Bologna" fa riferimento al '77 italiano (e alla sua città-simbolo). Il testo della canzone è dedicato ad una ragazza disillusa (ditele di continuare a lavorare da Tesco, ditele di continuare la scuola, ditele che cosa è possibile...) che può essere salvata da una speranza che viene da lontano (Qualcosa laggiù in Italia ci tiene vivi tutti) ed il conforto di amici che vengono da più vicino, ovvero gli Scritti Politti stessi, i magnifici sei (ironica allusione ai Clash) che lavorano ad un'idea e a una speranza, una visione europea e una prospettiva skank. Ingenuo, quasi commovente e del tutto delirante.

La musica degli Scritti ha un'ascendenza concettuale, filosofica: prima di essere una punk-band gli Scritti erano un'idea, e prima di suonare musica riflettavano su di essa. Dietro al loro rock sfrangiato, dilettantesco, figlio del rifiuto consapevole di ogni regola stilistica, c'era la volontà di mettere in circolo le idee. Il packaging del singolo di Skank Bloc Bologna, ad esempio, rappresenta un tentativo (allora non così ovvio) di demistificare i processi di produzione nella società consumistica; nel mirino sta l'industria dei prodotti di consumo in quanto fabbrica di sogni ed illusioni ancor prima che di oggetti. L'origine e la composizione della merce di consumo, si perde nei meccanismi segreti della produzione seriale: tutto ciò che compriamo dagli scaffali dei supermercati, che sia cibo o altro, ha un'origine incerta e misteriosa, è frutto di procedimenti a noi ignoti e si presenta in modo asettico, patinato, artificiale; l'intervento umano non si coglie mai, ed anzi tutto sembra avere una perfezione innaturale. Questa perfezione è parte integrante di una finalità ben precisa: tu credi di comprare una cosa; invece compri una visione delle cose.
Gli Scritti vollero conferire al loro "prodotto seriale" un'imperfezione del tutto umana ed una trasparenza totale per quanto riguarda i processi di produzione: il vinile di Skank Bloc Bologna è avvolto in un foglio battuto a macchina, fotocopiato, pinzato e mal ripiegato, al cui interno sono elencati i costi sostenuti per la stampa del disco, con tanto di indirizzi e numeri di telefono degli stampatori. Niente misteri! Tutti i passaggi che hanno condotto alla produzione del disco sono svelati. E niente di eccezionale: una cosa simile la può produrre chiunque, sembrano affermare gli Scritti.
Veniamo alla musica: Skank Bloc Bologna è suonato da un gruppo del tutto scoordinato, che rimescola soul, dub e punk senza saperli suonare. Potrebbe ricordare una versione garage lo-fi del pop progressivo di Robert Wyatt (la cui voce è molto simile a quella di Green) e rimane un incredibile oggetto non identificato in bilico tra cialtroneria, arte e politica.
La storia della band, successiva a questo disco, è davvero singolare e merita di essere ricordata: nel 1980 Green, ripresosi da una crollo psico-fisico dovuto alla vita assurda condotta negli anni precedenti, inaugura una nuova fase per la band, capovolgendo letteralmente quanto proclamato fino a quel momento: non più una band punk che, forte della propria anti-musica osteggia il Sistema, ma una pop-band commerciale che lancia messaggi destabilizzanti dai primi posti della classifica, dall'interno del Sistema. Gli Scritti Politti si trasformano quindi in una raffinata entità pop-dance autrice di canzoni d'amore. Non più copertine fotocopiate, ma confezioni patinate che ricordano quelle dei profumi e dei cioccolatini. Lussuose e un po' kitsch. Esattamente il contrario di prima: dopo aver demistificato, svelato l'imbroglio, era giunto il momento di farlo proprio. Imbrogliare a propria volta, ma per uno scopo "nobile".
Solo nel 1985, con l'album "Cupid and Psyche 85", gli Scritti ottennero il successo commerciale sperato. L'esperimento politico però fallì: nessuno percepì dietro ai testi allusivi e raffinati di Green alcunché di destabilizzante: lo sappiamo, la musica fagocita tutto, testi, messaggi e contenuti più complessi. E' sempre lei la protagonista! Soprattutto in un contesto mainstream. E così gli Scritti Politti sono passati alla storia della musica popolare come una qualsiasi band pop-dance degli anni '80, e le loro canzoni più famose oggi si trovano tra quelle degli Wham! e dei Duran Duran sulle compilation dell'autogrill... uh, che storia triste!

05/06/09

[Free music for punx]
KALASHNIKOV - The best of K. - JAPAN ANTHOLOGY (SP records, Tokyo 2009)
[Puj] Lo scorso aprile è uscita in Giappone una simpatica antologia dei Kalashnikov: 15 brani dalla nostra discografia, dal 2001 ad oggi, incluso il 7" Angoscia-rock, presente integralmente.
E' stata un'iniziativa della SP records di Tokyo, di cui l'amico Yuki è il factotum. Da un paio d'anni Yuki distribuisce i dischi dei Kalashnikov nella terra del sol levante e, lo scorso dicembre, visto che tutti i nostri vecchi album sono sold out da secoli, gli ho suggerito l'idea di stampare un kalashi-compilation per il Giappone: pochi mesi dopo il cd era già sugli scaffali dei negozi. Ah, efficienza nipponica!
Il booklet contiene i testi di alcune delle canzoni tradotti in giapponese e un collage fotografico ad opera dello stesso Yuki, con foto scattate un po' di qua un po' di là (Kasotto, Villa vegan, Telos...!). C'è anche una foto in cui Claudio beve a canna del Fisu finlandese durante un concerto in Villa occupata! Cose che i giapponesi saranno molto lieti di vedere, immagino.
Una buffa storia ci lega a Yuki: mi scrisse per la prima volta quando scoprì la nostra canzone "Brucia, ragazza, brucia!" (dall'album "Music is a gun loaded with future"), davvero troppo simile ai titoli di testa di un vecchio film giapponese (Gekko Kamen, ovvero Moon Mask Rider) perché si potesse parlare di coincidenza. "Coincidenza non è, caro mio!" gli risposi. In effetti la musica di quel pezzo è identica alla sigla in questione, famosissima in Giappone, sconosciuta da noi. L'avevo scaricata in formato midi da chissà dove e chissà quanti anni fa, e malgrado l'oscenità dei suoni, la linea melodica aveva conquistato irreparabilmente me e Sarta. Proposi dunque a Maestro Sarta di arrangiarla in chiave Kalashnikov e lui lo fece. Ci incollai il testo (una specie di seguito ideale di Pravda the overdriver, dal nostro primo album) ed ecco la canzone. Un caso di plagio clamoroso, di cui, naturalmente, non ci vergognamo. Anzi, nello stesso disco ce n'è pure un altro, che però nessuno ha ancora scoperto. Ah, ah, ah, siamo diabolici.
Tornando a noi, qui sotto potete scaricare l'antologia giapponese dei kalashnikov, con booklet e artwork integrale. Le canzoni sono le solite, ma i testi in giapponese sono una novità. Vedete voi...

Tracklist: 1. La musica è un fucile caricato di futuro / 2. La morte di Gwen Stacey / 3. Brucia, ragazza, brucia! / 4. Pravda the overdriver / 5. L'inverno di Lisa / 6. Istanti crudeli della giovinezza / 7. Bandiere da bruciare / 8. Alba bianca di rivolta / 9. Metropoli / 10. Le luci di novembre / 11. Sonja contro la Grande Distribuzione / 12. Banshee / 13. Angoscia rock / 14. Ai ferri corti con tutto l'esistente / 15. Monorotaia.

>>> Download Kalashnikov JAPAN ANTHOLOGY in mp3 + complte booklet w/lyrics in japanese (.rar - 79 mb.)